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Nusco

comune in provincia di Avellino (44 km), 914 m s.m., 53,46 km², 4420 ab. (nuscani), patrono: sant’ Amato (23 agosto).

Centro situato in posizione panoramica tra le valli dei fiumi Calore e Ofanto; è compreso nel Parco Regionale dei Monti Picentini. Di antica origine, si sviluppò vicino al castello intorno al quale il santo vescovo Amato raccolse gli abitanti dei dintorni (sec. XI). Fu poi feudo di varie famiglie nobili, tra cui i D'Aquino e gli Imperiali, che lo tennero fino all'abolizione dei feudi (1806). Il terremoto del 1980 è stato l'ultimo dei molti che hanno colpito il borgo.§ Nella cattedrale, dedicata a Sant'Amato (sec. XI e rimaneggiata in forme barocche), sono due notevoli opere lignee, un pergamo intagliato (sec. XVII) e un seggio vescovile (sec. XVIII), oltre a dipinti e affreschi dei sec. XVIII-XIX; nella cripta, che conserva la primitiva struttura del sec. XII, è un ciborio in marmo (sec. XV). Nei dintorni sorge la chiesa dell'abbazia di Santa Maria di Fontigliano, con facciata neogotica, in cui si conserva la scultura in legno della Vergine di Fontigliano (forse sec. XIV); annesso alla chiesa è l'antiquarium. § L'agricoltura produce cereali, noci e foraggi per l'allevamento bovino e bufalino; si praticano le attività di sfruttamento dei boschi (castagne e funghi). All'industria, attiva nei settori alimentare (insaccati, formaggi e pasta) e meccanico (frigoriferi industriali), si affianca l'artigianato del marmo, del legno e della ceramica.

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