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Petìlia Policastro

comune in provincia di Crotone (41 km), 436 m s.m., 96,43 km², 9594 ab. (petilini e policastresi), patrono: san Sebastiano (20 gennaio).

Centro del versante ionico della Sila Piccola, situato in posizione panoramica su uno sperone roccioso alle pendici orientali del monte Petto di Mandra; è compreso nel Parco Nazionale della Sila. Già insediamento militare bizantino (come indica la seconda parte del nome, palaiokastron “vecchio castello”, mentre la prima si riferirebbe all'insediamento greco e poi romano di Petilia o Petelia, secondo alcuni situato in prossimità dell'abitato), nel 1065 fu occupato da Roberto il Guiscardo, che sostituì la popolazione greca con coloni latini. Successivamente fu compreso nel feudo di Crotone e ne seguì le vicende. § Attorno ai resti del castello sorgono palazzi baronali e chiese, tra le quali quella del Rosario, caratterizzata, nella facciata, da tre portali sormontati da rosoni con stemmi gentilizi; all'interno sono notevoli altari barocchi e, in fondo all'abside, una statua marmorea della Madonna col Bambino di scuola gaginesca (sec. XVI). § L'economia si basa sull'agricoltura, che produce soprattutto olive, cereali e ortaggi; è praticato l'allevamento ovino e caprino. Sono sviluppate le attività di sfruttamento dei boschi (castagne e legname) e l'industria, attiva, con piccole aziende, nei settori alimentare e della lavorazione del legno. § A breve distanza dall'abitato, ai piedi della montagna, è il santuario della Santa Spina, eretto nel sec. XVI per accogliere una spina della corona di Cristo, tuttora custodita in un ostensorio d'argento, opera di oreficeria francese del Quattrocento.