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Posidònio di Apamèa

(greco Poseidonios; latino Posidoníus). Filosofo e scienziato greco (Apamea, Siria, ca. 135-ca. 50 a. C.). Studiò ad Atene sotto Panezio, poi compì una serie di viaggi scientifici in Oriente e infine si stabilì a Rodi dove fondò una scuola, frequentata fra gli altri da Cicerone e visitata da Pompeo. Scrisse moltissimo e in ogni campo, ma si hanno solo pochi frammenti delle sue opere; si conosce il suo pensiero soprattutto indirettamente e per l'enorme influsso che esercitò sulle generazioni posteriori. Filosofo e psicologo eclettico, concepì l'uomo come partecipe della materialità terrestre (corpo) e della spiritualità ultraterrena (anima), che si deve far prevalere attraverso l'attività politica e che è capace di una forma di vita superiore dopo la morte, nella sfera dello spirito. Così Posidonio vide la storia come uno scontro tra barbarie e civiltà, sostenendo che i popoli barbari devono nel loro stesso interesse accettare la dominazione elevatrice dei popoli civili, quale era allora il romano (giustificazione dell'imperialismo, che non gli impedì una forte simpatia per i barbari stessi, manifesta anche nelle sue opere etnografiche). Tra le sue numerose opere spicca una Storia universale, in 52 libri, continuazione di quella di Polibio fino ai suoi tempi. Di filosofia trattavano i Discorsi protettrici, Sugli dei, Sulla profezia, Sulle passioni, Sul dovere. Posidonio scrisse anche di meteorologia, di etnografia, di geografia (Sull'Oceano...), di astronomia (seguace del sistema geocentrico, eseguì un nuovo calcolo della circonferenza terrestre); si occupò anche di poesia e di retorica. Dotato di grande fascino personale, in vita ebbe numerosi e importanti seguaci, ma le sue teorie incisero a lungo anche sul pensiero posteriore, trasmettendo in una certa luce il pensiero classico.

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