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Pròdico di Cèo

(greco Pródikos), filosofo greco (sec. V a. C.). Appartenente alla prima sofistica, fu contemporaneo di Democrito e forse discepolo di Protagora. Platone ci fornisce le maggiori notizie su di lui e lo cita come interessato alla verità nell'uso corretto dei nomi, che per Prodico di Ceo dipendeva dallo stabilire un rapporto univoco tra nome e cosa, liberando l'ambiguità dei sinonimi. Probabilmente accoglieva la tesi della natura convenzionale del linguaggio. Nell'opera Ôrai (di incerta traduzione) delineò un'etica naturalistica fondata sui temi dell'insegnabilità della virtù e sul soggettivismo.