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Radaèlli, Carlo Albèrto

patriota e generale italiano (Roncade, Treviso, 1820-Latisana 1909). Avviato alla carriera militare, frequentò l'Accademia navale di Venezia e conobbe, da cadetto della marina austriaca, i fratelli Bandiera e Domenico Moro. La fucilazione di questi nel 1844 lo indusse ad abbandonare le armi dell'Impero austro-ungarico. Militante della società segreta Esperia, prese parte ai moti antiaustriaci del 1848 e alla successiva difesa di Venezia e, dopo la caduta della città, cercò scampo in Francia e quindi nel regno sabaudo. Nel corso della II guerra d'indipendenza propose a Napoleone III un audace piano per la presa dal mare di Venezia che non venne attuato per il sopraggiunto Armistizio di Villafranca. Partecipò successivamente alle campagne di repressione del brigantaggio nel Meridione e nel 1866 fu nominato comandante della piazza di Palermo.

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