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Radiščev, Aleksandr Nikolaevič

scrittore russo (presso Mosca 1749-San Pietroburgo 1802). Di origine nobile, studiò lungamente a Lipsia dove subì l'influenza degli scritti di Voltaire, Diderot e Rousseau e l'attrazione del radicalismo politico francese con le sue idee sociali. Un enorme successo ebbe il suo libro Viaggio da Pietroburgo a Mosca (1790), immediatamente sequestrato dalla censura per i suoi violenti attacchi all'istituto della servitù della gleba e alla società russa in generale. Condannato alla deportazione in Siberia, poté rientrare a Pietroburgo solo dopo dieci anni di esilio. Una profonda crisi depressiva lo condusse al suicidio. La pubblicazione dei suoi scritti restò proibita in Russia fino alla rivoluzione del 1905, ma la sua opera principale circolava comunque in copie manoscritte. Considerato dalla intelligencija russa come il suo primo esponente, Radiščev fu anche autore del breve romanzo autobiografico La vita di F. V. Ušakov (1787), di scritti storico-sociali e di alcune odi, tra cui Alla libertà (1783).

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