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Santa Lucìa del Mèla

comune in provincia di Messina (47 km), 215 m s.m., 82,94 km², 4701 ab. (luciesi), patrono: santa Lucia (13 dicembre).

Centro situato sul versante nordoccidentale dei monti Peloritani. L'abitato è arroccato su un rialzo dello spartiacque fra i torrenti Mela e Floripotena. Già casale in età saracena, fu luogo prediletto da Federico II di Svevia, che gli concesse privilegi ecclesiastici. Federico II d'Aragona ne ricostruì il castello e lo ripopolò con comunità ebraiche e lombarde (1322). § Del castello sussistono una torre a pianta pentagonale e un torrione cilindrico. La chiesa dell'Annunziata è tardomedievale, mentre il campanile fu eretto nel 1461 in quattro ordini; all'interno conserva due dipinti dei sec. XIV e XVI e un fonte battesimale del Quattrocento. La cattedrale (medievale, ma ricostruita nei sec. XVI e XVII) ha l'interno a tre navate, con archi sorretti da colonne tuscaniche; custodisce pregevoli opere d'arte, tra cui il fonte battesimale, una statua gaginesca, un crocifisso del Cinquecento, un cero pasquale e un bel coro ligneo intagliato. Del complesso conventuale di Santa Maria del Gesù rimangono il chiostro (sec. XVI) e la chiesa. Nel Palazzo Vescovile ha sede il Museo Diocesano. § L'agricoltura produce uva da vino, olive e cereali. L'industria opera nei settori alimentare e dei materiali da costruzione. È rilevante il turismo: la località è una frequentata meta di villeggiatura estiva.