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Santo Stéfano, Trattato di-

trattato, stipulato nella città turca di Santo Stefano, che concluse, momentaneamente, il conflitto tra Russia e Turchia del 1877-78. Dopo le vittorie di Šipka e Plovdiv (gennaio 1878) e l'armistizio chiesto dai Turchi ad Adrianopoli (31 gennaio), il generale N. P. Ignatev, ambasciatore a İstanbul e panslavista accanito, impose alla Porta durissime clausole (3 marzo 1878). Esse prevedevano: l'ingrandimento territoriale e l'indipendenza per la Serbia e il Montenegro, l'indipendenza per la Romania, l'autonomia per la Bosnia e l'Erzegovina, ma soprattutto per la Bulgaria, che non doveva più alla Turchia se non un tributo e che s'ingrandiva sino alla Macedonia e a Salonicco. La Turchia europea veniva così distrutta, a vantaggio dei Paesi slavi, tradizionalmente protetti dalla Russia. A questa soluzione unilaterale della Questione d'Oriente si opposero tutte le potenze europee, che costrinsero la Russia a recedere dalle sue pretese col Compromesso di Londra (30 maggio 1878) e il Congresso di Berlino (giugno-luglio).