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Tanizaki, Jun'ichirō

romanziere giapponese (Tōkyō 1886-Kyōto 1965). Una delle più importanti e rappresentative figure della letteratura nipponica moderna. La sua attività ricoprì l'arco di un cinquantennio, passando attraverso le due guerre e molte contrastanti mode letterarie senza però rimanere mai passivamente ancorata a nessuna. Proprio questa sua partecipazione sempre attentamente dialettica gli consentì di elaborare quella scrittura inconfondibile, che ancor oggi lo rende indipendente da ogni etichetta. Conoscitore profondo e lettore delle narrative occidentali, ma osservatore acuto della situazione socio-culturale del suo Paese, Tanizaki riconobbe precocemente nella perdita dell'identità nazionale – conseguente all'impatto e ai conflitti con l'Occidente – e individuale la causa della crisi dei rapporti interpersonali che travagliava la sua società. Su questo problema, sulle sue diverse implicazioni psicologiche e sulla necessità di risolverlo egli incentrò tutta la sua poetica, da Il tatuaggio (1909), L'amore di uno sciocco (1925), Gli insetti preferiscono le ortiche (1928), Due amori crudeli (1933), Neve sottile (1948) fino agli ultimi due romanzi, La chiave (1956) e Diario di uno sciocco (1962). La ricerca del recupero dei valori tradizionali lo spinse a intraprendere l'immane lavoro di commento e di traduzione in giapponese moderno del Genji Monogatari, che terminò poco prima della morte.

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