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Tomskij, Michail Pavlovič

pseudonimo del rivoluzionario russo M. P. Efremov (Pietroburgo 1880-Mosca 1936). Bolscevico dal 1904, fu ripetutamente arrestato e deportato. Dopo la Rivoluzione fu messo a capo dell'organizzazione sindacale; fu tra i membri più influenti del Politburo anche dopo la morte di N. Lenin. Si trovò spesso in urto con J. V. Stalin, schierandosi con la cosiddetta “opposizione di destra”. Caduto in disgrazia nel 1930, tornò in primo piano nel 1932; accusato più tardi di attività controrivoluzionaria, si uccise.

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