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Wałęsa, Lech

uomo politico polacco (Popowo 1943). Elettricista presso i cantieri navali “Lenin” di Danzica, diresse la rivolta operaia dell'agosto 1980, che si concluse con la nascita del primo sindacato libero della recente storia polacca. Nel settembre dello stesso anno venne eletto presidente di Solidarność, il sindacato appena costituito. Animatore di un'intensa ma breve stagione politica, nel dicembre 1981 Wałesa venne arrestato e Solidarność soppresso per ordine del nuovo capo del governo, il generale W. Jaruzelski. Liberato nel novembre 1982, Wałesa riprendeva il suo ruolo di leader dell'opposizione e nel 1983 gli veniva assegnato il Nobel per la pace. Capo indiscusso di Solidarność sino alle prime elezioni democratiche (1989), successivamente veniva criticato da una parte del sindacato per i contrasti con il primo ministro T. Mazowiecki. Wałesa decideva allora di scendere direttamente in campo candidandosi alla presidenza della Repubblica proprio in contrapposizione al suo ex amico riuscendo a batterlo (1990). Nel nuovo ruolo di statista, comunque, Wałesa non si mostrava fino in fondo all'altezza, come dimostrò la sorprendente vittoria delle sinistre nelle elezioni politiche del 1993, alla vigilia delle quali si era anche consumato il definitivo “divorzio” tra Solidarność e il suo fondatore. Nelle elezioni presidenziali del 1995 non veniva più rieletto. Nel corso del 1997 si riavvicinava alla vita politica attiva, ma, sconfitto nuovamente nelle elezioni presidenziali del 2000, si ritirava dalla vita politica.