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anfòtero

agg. [dal greco amphóteros, l'uno e l'altro di due]. Elettroliti anfoteri, composti chimici, detti anche anfoliti, che in soluzione possono comportarsi sia da acidi sia da basi. Tipici elettroliti anfoteri sono gli idrossidi di alcuni elementi metallici tra i quali l'alluminio: il suo idrossido, Al(OH)₃, può infatti ionizzarsi secondo il comportamento tipico delle basi in un catione Al3+ e in tre anioni idrossido OH‒, ma può anche ionizzarsi in un anione AlO₃3‒ e in tre cationi H+. Di conseguenza l'idrossido di alluminio, praticamente insolubile in acqua, è invece solubile negli acidi forti, per esempio in acido cloridrico, in cui forma sali di alluminio, e nelle basi forti, come per esempio l'idrossido di sodio, nelle quali forma alluminati:

Un comportamento analogo presentano gli idrossidi dello stagno, del piombo, ecc. Si definisce punto isoelettrico di un elettrolita anfotero il grado di acidità della soluzione e cioè il pH al quale esso presenta il minimo di solubilità e che non coincide necessariamente con la neutralità. Rientrano tra gli elettroliti anfoteri numerosi composti organici, come, in particolare, gli amminoacidi, i quali contengono nella loro molecola uno o più gruppi acidi e uno o più gruppi basici.