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anomìa (politica e pedagogia)

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Lessico

sf. [sec. XIX; dal greco anomía, da a- privativo+greco nómos, legge]. Mancanza della legge, dell'autorità dello Stato; anarchia.

Pedagogia

Si dice anomica l'attività propria dell'infanzia (fino al pensiero riflessivo, verso i 6-7 anni) manifestantesi nel gioco e che precede le tappe eteronoma e autonoma, rispettivamente caratterizzate dal compito prestabilito e dal lavoro creativo. Il gioco, secondo Dewey, è anomico perché attività fantastica priva di finalismo vero e proprio. Ma qualche altro pedagogista, come Hessen, vede già in esso il germe del lavoro e una precisa razionalità. La nozione di anomia esprime lo smarrimento di punti di riferimento morali e culturali necessari per orientare l'azione di gruppi e individui e produrre un sistema di norme, valori e comportamenti socialmente accettabile. Questa crisi può sfociare nella decomposizione del sistema stesso e determinare condotte patologiche. Esemplare è il caso del suicidio anomico studiato da Durkheim (1897), che si manifesta soprattutto in fasi di intenso mutamento sociale, quando si allentano i meccanismi di controllo tradizionali sull'individuo ed esplode il conflitto fra aspettative e mezzi per soddisfarle. L'anomia è così percepita come crisi di un equilibrio sociale regolato da norme e valori tradizionali e, insieme, come traumatico venir meno di un legame fra aspirazione e realtà nella sfera soggettiva. Di qui il diverso significato di anomia che si è trasmesso alla sociologia e alla stessa cultura contemporanee. Quaranta anni dopo Durkheim, Merton ha sviluppato la nozione di anomia nella direzione di un'incongruenza radicale fra fini collettivi dominanti in una cultura sociale e capacità individuale a conseguirli. L'esempio canonico è rappresentato, in questo caso, dal mito del successo in una società competitiva come quella nordamericana. Tutti i sistemi sociali, però, sono per Merton esposti al rischio dell'anomia in quanto crisi del rapporto mezzi-fini (o norme-valori). Soprattutto nelle fasi di mutamento accelerato è infatti possibile che il raggiungimento del fine produca indifferenza ai mezzi (diffusione della corruzione per conseguire la ricchezza individuale) o che i mezzi si trasformino in rituale che impedisce la trasformazione (per esempio precetti religiosi che contrastino l'emancipazione delle donne).

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