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autointossicazióne

sf. [sec. XX; auto-+intossicazione]. Condizione morbosa causata da agenti tossici di origine endogena, elaborati cioè dallo stesso organismo o da parassiti in esso contenuti. In base a uno schema classico si distinguono: autointossicazioni dovute all'accumulo di cataboliti tossici, prodotti in misura eccedente le capacità di smaltimento e di detossicazione metabolica dell'organismo (per esempio autointossicazioni da fatica); autointossicazioni da riassorbimento di materiali intestinali o di veleni elaborati in focolai morbosi quali scottature, cancrene, tessuti infetti, tumori, ecc.; autointossicazioni legate a disturbi del ricambio proteico, lipidico e glicidico, ad alterazioni dell'equilibrio idrico-salino, oppure a malattie che colpiscono i principali organi detossicanti dell'organismo (fegato e reni) favorendo l'accumulo di prodotti tossici; autointossicazioni da disturbi dell'equilibrio endocrino (morbo di Basedow, tetania, ecc.).

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