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campióne

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Lessico

sm. [sec. XIII; latino medievale campio-onis, da campus, campo di battaglia].

1) Chi combatteva per sé o per altri, in particolare nei duelli e nei giudizi di Dio; per estensione, difensore di un nobile ideale, eroe: Gandhi fu un campione della libertà e della democrazia; più in generale, chi eccelle in qualche cosa, modello, massimo esponente: è un campione di puntualità; anche iron.: bel campione!, persona dappoco e di dubbia moralità.

2) Nelle discipline sportive (f. -éssa), l'atleta o la squadra vincitori di un torneo che dà diritto a un titolo specifico: campione del mondo di ciclismo su strada; i campioni d'Italia si sono fatti battere dall'ultima squadra di calcio in classifica. Più generalmente, competitore sportivo di grande valore e di larga popolarità; in questo senso è comune il superl. campionissimo, per indicare un atleta che si è reso protagonista di imprese eccezionali, sbaragliando gli avversari.

3) Piccola quantità di una merce o di una qualsiasi sostanza che possa servire a rappresentarne la qualità e le caratteristiche o per analisi di laboratorio: un campione di vino, di olio; un campione di stoffa, di tintura; un campione di sangue;campione senza valore, nel linguaggio postale saggio di un prodotto di scarso valore spedito con tariffe preferenziali.

4) Ant., registro, libro dei conti (della dogana, del catasto, ecc.).

5) In fisica, corpo o sistema di corpi o apparecchio destinato a realizzare una grandezza fisica, che viene assunta convenzionalmente come unità di misura di grandezze della stessa specie. I campioni primari individuano una unità di misura fondamentale (metro, chilogrammo, ecc.) e sono accuratamente definiti e conservati in appositi luoghi, perché rimangano rigorosamente immutabili. I campioni secondari riproducono con grande precisione i campioni primari; sono di elevatissima precisione, costosissimi e di non normale impiego. I campioni di lavoro riproducono i campioni secondari con diverso grado di approssimazione a seconda dell'uso a cui sono destinati e servono per le corrispondenti misurazioni nei laboratori, nell'industria, nel commercio, ecc. I campioni primari adottati nel Sistema internazionale di misura, che è usato in quasi tutti i Paesi del mondo, sono conservati al Bureau International des Poids et Mesures.

6) In matematica, infinito campione e infinitesimo campione, misure dell'ordine di grandezza degli infiniti e degli infinitesimi; per esempio, per una funzione che diventi infinita o infinitesima in corrispondenza a un valore z0 della variabile indipendente, si scelgono generalmente come infinito o, rispettivamente, infinitesimo campione le funzioni

7) In psicofisica, negli esperimenti che implicano un confronto tra stimoli o complessi di stimoli differenti, come per esempio nella costruzione di scale, è lo stimolo che viene mantenuto costante e che viene confrontato con gli altri stimoli, fatti variare (variabili). Così in un esperimento in cui venga chiesto a un soggetto di determinare la lunghezza di linee, si sceglie come unità una linea (il campione), e si presentano al soggetto linee di diversa lunghezza (variabili) che il soggetto deve confrontare con il campione. Negli esperimenti che implicano apprezzamenti di ordine quantitativo (stime di lunghezza, volume, peso, intensità sonora o luminosa, ecc.), il campione tende a venir sovrastimato (errore del campione).

Statistica

Gruppo di unità estratte da una popolazione (o universo) al fine di studiarne le caratteristiche. Il campione per servire a tale scopo deve essere rappresentativo della popolazione da cui è ricavato, deve cioè riprodurne le caratteristiche. Un campione è rappresentativo quando è casuale; in questo caso è possibile anche calcolarne l'errore eventuale rispetto alla popolazione (errore di campionamento); la teoria dei campioni consente infatti di misurare sia la precisione dei risultati desunti dal campione sia il rischio che si corre assumendo come validi per l'intera popolazione i risultati ottenuti sul campione, sia, viceversa, di scegliere un campione di dimensioni tali da ottenere, su di esso, risultati ritenuti validi entro limiti di precisione prefissati e con un prefissato livello di rischio. In pratica, fissato l'errore di stima uguale a ε, si procede alla definizione delle caratteristiche del campione (per esempio, la sua ampiezza, cioè il numero delle unità che lo compongono), in maniera che la differenza tra il valore della grandezza in esame, o caratteristica, della popolazione e quella corrispondente del campione sia in valore assoluto inferiore a ε, con una probabilità generalmente inferiore al 95%. Per effettuare queste valutazioni, in particolare per la definizione dell'ampiezza del campione, si fa uso di particolari grafici detti abachi. Se il campione è volutamente costruito a priori in modo da rappresentare, in piccolo, l'universo, non si parla più di campioni casuale ma di campione ragionato. L'uso di un campione ragionato esclude però la possibilità sia di valutare l'errore di campionamento sia di misurare il rischio che si assume circa la validità dei risultati ottenuti. Un campione è detto a più stadi, stratificato, a grappolo, per quote, se ottenuto con un campionamento a più stadi, stratificato, ecc. Si dice piccolo campione quando è formato da meno di 30 unità.

Commercio

Nelle contrattazioni mercantili a distanza e, in particolare, nel commercio con l'estero, il campione è la parte rappresentativa della qualità della merce negoziata. Il campione è reale quando è prelevato direttamente dalla partita; è tipo o standard quando possiede i requisiti essenziali della merce che, in tal caso, può differire dal campione entro limiti o tolleranze qualitative prefissate dalle parti o da contratti tipo per merci di vasto mercato. Il campione tipo è fornito dalle Camere di Commercio, dalle Borse merci e da apposite associazioni commerciali. Il riferimento a un campione in una negoziazione dà luogo alla vendita su campione.

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