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campionaménto (telecomunicazioni)

operazione consistente nel trasformare una grandezza continua in una successione temporale discreta di suoi campioni, corrispondenti ai valori assunti dal segnale in istanti di tempo determinati. In particolare, dato un segnale reale s(t), funzione continua del tempo e limitato in banda, con banda pari a B, ovvero non avente contenuto informativo al di fuori dell'intervallo di frequenze (–B,B), il teorema del campionamento stabilisce che la successione degli impulsi s (nTc) ottenuta campionando il segnale a una frequenza pari almeno al doppio della sua larghezza di banda (frequenza di campionamento fc≥2B = 1/Tc) contiene tutte le informazioni presenti nel segnale originario e ne consente la completa ricostruzione. Infatti, se il segnale campionato viene fatto passare attraverso un filtro con risposta in frequenza pari a H(F) = rect(f/fc) (uguale a 1 per f compresa tra –fc/2 e fc/2 e a 0 altrove), l'uscita dal filtro coincide con il segnale s(t) originario. Il teorema del campionamento ha un'importanza fondamentale nelle telecomunicazioni in quanto costituisce la base delle trasmissioni numeriche: il segnale viene prima campionato, quantizzato e trasmesso in forma efficiente e con una limitata vulnerabilità ai rumori, per essere poi ricostruito dal sistema ricevente. Nelle realizzazioni pratiche si seguono alcuni accorgimenti per evitare i problemi di ricostruzione del segnale dovuti alla non idealità dei dispositivi impiegati (campionatori, organi di tenuta, filtri) o alle caratteristiche del segnale stesso. Per esempio, la fase di campionamento viene preceduta dal passaggio del segnale in un filtro passabasso che ne assicura la reale limitazione in banda e previene così fenomeni di insorgenza di componenti spettrali spurie dovuti alla sovrapposizione delle repliche del segnale generate dal campionamento stesso.