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città libere imperiali

città tedesche soggette direttamente all'imperatore, istituite come tali, in quanto residenze imperiali (per esempio Aquisgrana), oppure resesi autonome per estinzione delle dinastie feudali o per liberazione o riscatto da domini, specie vescovili (per esempio Colonia, Strasburgo, Worms, Magonza). Fiorirono specialmente nei sec. XIII-XV, costituendo tra loro potenti leghe a carattere politico o commerciale. Fra città e villaggi raggiunsero il numero di 84 (1521), di cui la maggioranza ammessi alla dieta imperiale. Nel sec. XVI furono coinvolte nelle guerre religiose, schierandosi quasi tutte per il luteranesimo. Entrarono in crisi con il crollo delle grandi famiglie di banchieri, con la concorrenza economica dei principi e degli stranieri e infine con la guerra dei Trent'anni; fra le maggiori, le sole a riprendersi furono Amburgo e FrancoforteVia via riassoggettate dai principi, ridotte a 51 al tempo della Rivoluzione francese, persero tutte l'autonomia entro il 1810. Col 1815 il nome fu nuovamente adottato per le città di Amburgo, Lubecca, Brema e Francoforte, che entrarono a far parte della Confederazione germanica con particolari privilegi, poi mantenuti.