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contràrio

agg. [sec. XIII; dal latino contraríus].

1) Opposto; avverso, contrastante: opinione contraria; parere contrario; “ebbe contraria l'opinione di tutta la famiglia” (Nievo); “cose... contrarie alla mia coscienza” (Brancati); in caso contrario, altrimenti; riferito a persona, sfavorevole, che disapprova: il padre è contrario al suo matrimonio. Anche come sm., la cosa contraria, opposta: fa tutto il contrario di quello che dice; “che cosa è poesia, e che cosa è il suo contrario” (B. Croce). Loc.: al contrario, per contrario, all'opposto, invece; non avere nulla in contrario, non avere obiezioni. In particolare: A) in filosofia, si dicono contrari due proposizioni di eguale soggetto in cui lo stesso predicato è, in un caso, universalmente affermato, nell'altro, universalmente negato (per esempio: “Tutti gli uomini sono giusti” – “Nessun uomo è giusto”); analogamente, si dicono contrari due termini che rappresentano estremi opposti della stessa proprietà (ottimo-pessimo). B) In una composizione musicale, moto contrario, la condotta di due parti polifoniche se esse procedono in direzioni opposte; il moto contrario si contrappone quindi al moto parallelo (dove le parti procedono nella stessa direzione) e al moto obliquo (dove una parte sta ferma e l'altra si muove).

2) Che va in senso opposto: “Trovammo... venti contrari” (Sassetti); treni che viaggiano in direzione contraria.