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dedàlico

agg. (pl. m. -ci) [dal nome di Dedalo]. In archeologia, della plastica greca arcaica del periodo orientalizzante, con riferimento alla tradizione antica che ricorda una scuola di scultori (Dipeno, Scilli, ecc.) legati alla mitica figura di Dedalo. L'arte dedalica appare legata alla tradizione minoico-micenea non solo dagli accenni delle fonti letterarie, ma anche dalle documentazioni pervenuteci (torso di Eleutherna, complesso decorativo da Priniàs, testa di Axòs, busto in terracotta e sculture varie da Gortyna, ecc.). La visione dedalica, che si esprime soprattutto nell'elaborazione artistica di forme monumentali e massicce, attraverso una scansione rigorosamente articolata di volumi e di masse, passa poi nel continente greco – specialmente nel Peloponneso – e permea di sé quella scultura arcaica che un tempo veniva chiamata impropriamente “dorica” (Apollo da Mantiklòs, Artemide di Nikandre, avori del santuario di Artemide Orthia, serie dei kouroi più arcaici).

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