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Lisippo

(greco Lýsippos; latino Lysippus), scultore e bronzista greco di Sicione (sec. IV a. C.). Fu uno dei massimi artisti greci, scultore ufficiale di Alessandro Magno e dei suoi successori. Eseguì statue di divinità, atleti, dinasti, ritratti, gruppi mitologici; le sue opere erano collocate nei santuari e città della Grecia e dell'Italia (Olimpia, Delfi, Atene, Argo, Sicione, Taranto, Roma, ecc.). Secondo Plinio, Lisippo creò un nuovo canone della figura umana, superando il geometrismo, il ritmo chiastico e la frontalità di Policleto e realizzando figure più alte e slanciate, con la testa piccola e la capigliatura mossa, libere nello spazio secondo una nuova concezione ottica. Punto fermo per la conoscenza dell'arte di Lisippo è la statua dell'Apoxyómenos, raffigurante un atleta che si deterge con lo strigile, nota dalla copia dei Musei Vaticani. Con lo slancio delle braccia e la ponderazione instabile l'Apoxyómenos si inserisce in uno spazio reale, a tre dimensioni. A esso può accostarsi la statua di Agias trovata a Delfi, statua di atleta che faceva parte di un donario del dinasta Daochos di Tessaglia. Altre attribuzioni convincenti sono: l'Eros che incorda l'arco (forse l'Eros di Tespie), noto da numerose copie romane; il ritratto di Alessandro con la lancia, noto da bronzetti; il ritratto di Socrate, noto da varie copie, che con il suo realismo psicologico supera l'idealismo del ritratto di età classica; l'Eracle in riposo, appoggiato alla clava, noto dalla gigantesca copia di Napoli conosciuta come Ercole Farnese e da bronzetti.

Bibliografia

P. Moreno, Opere di Lisippo, Roma, 1984; G. Calcani, Cavalieri di bronzo. La tomba di Alessandro opera di Lisippo, Roma, 1989.

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