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derivazióne

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Lessico

sf. [sec. XIV; da derivare].

1) Atto ed effetto del derivare; origine, provenienza: la derivazione della poesia cavalleresca dall'epica classica. In linguistica, procedimento con cui si formano nuove parole derivandole da altre. Poco comune, conseguenza, risultato: l'inquinamento è una derivazione dell'industrializzazione; un critico di derivazione crociana, che segue le idee, le teorie di Croce. In particolare, in logica matematica, sinonimo di deduzione.

2) Prelievo d'acqua in quantità regolabile, attraverso un complesso di opere idrauliche (comprendente una diga, luci di presa, sghiaiatore e dissabbiatore), da un corso d'acqua naturale o da un lago, con lo scopo di sfruttarla per produrre energia motrice, per alimentare canali navigabili o per irrigare colture (R.D. 11 dicembre 1933, n. 1175; leggi 21 dicembre 1961, n. 1501 e 22 dicembre 1980, n. 925). Hanno diritto a derivare e utilizzare acque pubbliche coloro che posseggono un titolo legittimo (anteriore alla legge del 20 febbraio 1865); quanti ne usufruivano da almeno 30 anni alla data del 10 agosto 1884; coloro che ne ottengono regolare concessione; per le acque private, il diritto alla derivazione è costituito da un titolo specifico o, in mancanza di questo, dal possesso della derivazione per almeno 5 anni o ancora in base a usi locali. Titolo e usi fissano anche il quantitativo di acqua che si può far derivare.

3) In elettrotecnica, collegamento in derivazione, sinonimo di collegamento parallelo. In particolare, è detta derivazione ognuna delle parti di circuito collegate in parallelo. Per esempio, in telefonia, il tronco di linea mediante il quale un apparato telefonico è collegato alla linea principale.

Linguistica

Già gli antichi grammatici distinguevano le forme lessicali primitive o nomina primitiva (mons, monte; schola, scuola) e quelle da esse derivate o nomina derivativa (montanus, montano; scholasticus, scolastico). Comunemente il processo di derivazione si attua a mezzo di suffissi con cui si possono formare sostantivi, aggettivi, verbi e avverbi. Suffissi nominali si hanno, per esempio, in testardaggine da testardo, amarezza da amaro; suffissi aggettivali in naturale da natura, amabile da amare; suffissi verbali in echeggiare da eco, concretizzare da concreto; suffissi avverbiali in facilmente da facile. La derivazione può essere fatta anche a mezzo di prefissi come in amorale da morale, indocile da docile. Ma c'è anche una derivazione diretta per la quale si formano nuove parole solo servendosi delle desinenze grammaticali senza suffissi e prefissi: banchettare da banchetto (sostantivo), registrare da registro (sostantivo).

Matematica

In analisi matematica, funzione che fa corrispondere a una funzione derivabile f la sua derivata D(f). La funzione derivazione D ha la seguente proprietà:

In algebra, una funzione che fa corrispondere a ogni elemento a di un anello A un elemento D(a) di A si dice derivazione dell'anello A se verifica la proprietà:

per ogni coppia di elementi a e b di A. La derivazione in algebra è quindi una generalizzazione dell'ordinaria operazione di derivazione in analisi matematica. Fissato un elemento a in un anello associativo A, si definisce derivazione interna la particolare derivazione che associa a ogni elemento x di A l'elemento ax-xa dell'anello A. In topologia, legge che associa a ogni sottoinsiemeI di uno spazio topologico X il suo derivato.

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