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erasióne

sf. [dal latino eradĕre, raschiare, radere]. In epigrafia si usa questo termine per indicare la cancellatura volontaria da parte del lapicida o di un'altra persona, anche in un tempo successivo, di lettere o parole o nomi in un'iscrizione. Il caso più tipico e noto è quello della damnatio memoriae (condanna della memoria) di un imperatore romano, il cui nome veniva scalpellato sistematicamente, ma l'uso si riscontra anche fuori dell'ambito imperiale.

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