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feniltiocarbammide

sf. Composto organico di formula C6H5NHCSNH₂, detto anche feniltiourea. Si ottiene dalla tiourea per sostituzione di un atomo di idrogeno di un gruppo amminico con un radicale fenile. Non tutti gli individui possiedono nello stesso grado la facoltà di percepirne il sapore amaro e ciò sembra legato alla presenza di un singolo paio di alleli, e più precisamente alla loro forma omozigote dominante, TT, ed eterozigote, Tt. Soggetti recessivi, tt, sono quindi incapaci fenotipicamente di percepire il sapore della feniltiocarbammide e vengono definiti “non-gustatori”. Dato questo schema di trasmissione genetica semplice, la feniltiocarbammide è ampiamente utilizzata quale marcatore in studi di popolazioni umane e le deduzioni genetiche che se ne possono trarre costituiscono un importante contributo all'analisi di fenomeni, quali la deriva genetica, che ne influenzano la costituzione. Altre osservazioni dimostrerebbero inoltre che la sensibilità e l'insensibilità alla feniltiocarbammide si manifestano anche nei Primati non umani con le stesse modalità con cui si presenta nell'uomo.

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