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fièra¹

sf. [sec. XIII; latino tardo fería, giorno festivo]. Grande mercato a carattere locale, tenuto periodicamente per lo più in coincidenza con feste religiose, in cui la vendita e compera all'ingrosso hanno parte preponderante: erano venuti alla fiera da tutti i centri della provincia; fiera del bestiame. Con senso più recente, incontro periodico di scambisti provenienti anche da luoghi spesso molto lontani da quello in cui la fiera si svolge. Fig., chiasso, tumulto: facevano una fiera indescrivibile. § La fiera si differenzia dal mercato anche per la maggiore importanza degli affari trattati, per il fatto di interessare prevalentemente grossisti e di avvenire con molta minore frequenza (anche solo una volta l'anno). Le fiere conobbero un grande sviluppo nel Medioevo costituendo un'importante occasione di approvvigionamento di prodotti, spesso rari. Favorite dai governanti mediante privilegi e salvacondotti concessi ai partecipanti, le fiere si svolgevano di solito in occasione di feste religiose (da cui traevano il nome, feriae) e in luoghi posti all'incrocio di grandi vie di traffico. Il corretto svolgimento delle operazioni commerciali era tutelato da apposite norme e l'intera organizzazione era sottoposta alla vigilanza di speciali organi (magistri nundinarum). La prima fiera medievale di cui si ha notizia è quella di Saint-Denis presso Parigi, istituita da re Dagoberto intorno al 630. Soprattutto famose furono però in Francia le fiere di Champagne (in particolare quelle di Troyes e di Provins che avvenivano due volte l'anno) e quella di Lione (importantissima sotto Luigi XI). Fiere molto frequentate furono anche in Germania, in Svizzera, in Russia, in Spagna. In Italia ebbero fama internazionale le fiere lombarde e quelle di Bologna, Firenze, Ferrara, Senigallia, Lucca. A cominciare dal sec. XVI si ebbe la fioritura della fiera di Piacenza, organizzata da negozianti e banchieri genovesi. Essa, come quella di Besançon che l'aveva preceduta, ebbe un carattere particolare: fu una fiera dei cambi in quanto vi si negoziavano, in luogo di merci, monete e cambiali. La fiera di Piacenza prosperò fino agli inizi del sec. XVII, quando (1621) i Genovesi la trasferirono a Novi, anche se con molto minore successo. Con l'evoluzione del commercio, dei trasporti e dell'attività industriale, le fiere, nella tipica veste medievale, persero di importanza. Acquistavano invece una propria funzione, in quanto importante occasione di incontro fra operatori economici, le cosiddette fiere campionarie, di cui si ha un primo esempio in quella di Lipsia del 1850. L'aggettivo “campionarie” deriva dal fatto che anziché esporre tutta la merce, i venditori presentavano in fiere solo un campionario di essa. Le fiere campionarie di maggior rilievo in Italia si svolgono a Bari, Milano, Verona. All'estero hanno rilievo internazionale le fiere di Londra e di Birmingham, in Gran Bretagna; di New York, negli Stati Uniti; di Parigi, Lione, Marsiglia, Bordeaux, in Francia; di Stoccolma, in Svezia; di Basilea e Losanna, in Svizzera; di Copenaghen, in Danimarca; di Helsinki, in Finlandia; di Dublino, in Irlanda; di Gand, in Belgio.

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