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fusìbile

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Lessico

agg. [sec. XVI; francese fusible]. Che si può fondere, che si fonde facilmente.

Elettrotecnica

Filo fusibile (o fusibile, sm.), dispositivo elettrico di protezione contro sovracorrenti, basato sull'effetto Joule, costituito essenzialmente da fili o piattine che fondono se sono percorsi per un certo tempo da una corrente superiore a quella di taratura. Il tempo di intervento del fusibile è tanto minore quanto più elevata è la corrente che lo percorre: infatti esso fonde in frazioni di secondo se viene attraversato da una corrente molto superiore a quella di taratura, in tempi più lunghi se la sovracorrente è limitata. Esistono tuttavia fusibili ritardati che sono in grado di resistere alle sovra correnti per alcuni secondi e fusibili rapidi che intervengono in pochi millesimi di secondo. La parte attiva è contenuta in un tubetto di materiale ceramico ed è fissata a due terminali conduttori per il collegamento al circuito elettrico. Alcuni fusibili portano un indicatore esterno che segnala se il dispositivo è intervenuto o è integro. I fusibili sono molto usati nei circuiti di bassa tensione, a bordo di veicoli e negli impianti fissi. Solamente in circuiti di bassa potenza e tensione i fusibili costituiscono organi sufficienti per la protezione di circuiti; in tutti gli altri casi, a monte del fusibile o di un gruppo di fusibili alimentati in parallelo, si installa un interruttore a scatto automatico per sovracorrente, opportunamente tarato e dimensionato.

Telefonia

Nei circuiti telefonici vengono usati fusibili a scatto, la cui integrità può essere ripristinata dopo l'intervento. Tale fusibile è costituito da una bobinetta che, in caso di sovracorrente, si riscalda fino a provocare la fusione di un elemento in lega bassofondente che permette così, sotto l'azione di una molla antagonista, lo spostamento di un piolino; questo a sua volta provoca lo scatto di una molla che chiude il circuito di allarme e apre, nello stesso tempo, quello sovraccaricato dalla corrente anomala del circuito. Dato il numero sempre più limitato di condizioni di emergenza che richiedono fusibili a scatto, il loro uso è stato abolito nei circuiti posti presso l'utente.

Elettronica

Era denominato array (o rete) di fusibile un insieme di legami metallici sulla piastra di un circuito integrato contenente combinazioni di porte logiche (AND, OR, FLIP-FLOP). La piastra conteneva tutti i collegamenti possibili e il progettista di sistema, scelte le funzioni specifiche che il circuito doveva assumere, definiva i collegamenti da eliminare per fusione (fusible links).Il circuito prendeva il nome PROM ed è stato completamente sostituito dalle nuove ROM CMOS che sono anche riscrivibili.

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