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Lessico

sf. [sec. XIII; latino porta, ingresso, passaggio; nel senso 11 indicava in origine l'apertura d'immissione della vena nel fegato (vena della porta)].

1) Apertura praticata nel muro di un edificio o di una recinzione per consentire il passaggio: la porta di casa, del giardino, della stalla. Nell'accampamento romano: porta decumana, porta pretoria, attraverso le quali si accedeva alle vie decumana e pretoria. Nelle loc. estens. e fig.: abitare, stare, essere a porta a porta, abitare in case o appartamenti attigui; prendere la porta, andarsene indignato; indicare, mostrare la porta a qualcuno, invitarlo bruscamente ad andarsene; mettere alla porta, licenziare immediatamente, scacciare; andare di porta in porta, chiedere aiuto, elemosina. Fig., passaggio, via di accesso, mezzo per entrare: “non ebber battesmo, / ch'è porta della fede che tu credi” (Dante).

2) Serramento o struttura mobile che serve per la chiusura di un vano, di un'apertura e simili, o per separare e isolare tratti di gallerie, canali e simili: porta d'ingresso, quella generalmente di maggiori dimensioni rispetto alle porte interne, che mette in comunicazione le scale con i singoli appartamenti o piani dell'edificio (la porta d'accesso all'edificio è detta di norma portone); porta di servizio, la porta secondaria destinata all'accesso di fornitori; porta carraia, quella che consente l'accesso di veicoli all'interno di un edificio; porte-finestre, porte interne che immettono su balconi, giardini, terrazze, con battenti in gran parte vetrati; porta a vento, dotata di battenti apribili in entrambi i sensi, la cui chiusura automatica è dovuta a molle di rimando inserite nelle speciali cerniere che assicurano la porta agli stipiti; porta di sicurezza, atta a consentire un rapido deflusso da locali pubblici in caso di necessità; porta antincendio, formata da due pareti metalliche contenenti un'intercapedine di materiale isolante, che ha la funzione d'impedire il propagarsi del fuoco; porta blindata, quella di accesso a locali contenenti valori, costituita da più pareti in acciaio speciale alternate a materiale incombustibile, munita di sistemi di serrature a combinazione e a tempo e collegata a un impianto automatico di allarme; porta pneumatica, quella scorrevole o a soffietto il cui movimento di apertura e chiusura è determinato dall'azione di un comando pneumatico, usata quando occorra l'azionamento a distanza del movimento, come per esempio nelle vetture tranviarie, delle ferrovie metropolitane, ecc. Con altra accezione si intende talvolta per porta pneumatica il parziale isolamento fra due ambienti agli effetti termici realizzato attraverso un vano porta privo di serramento, lungo il cui piano viene fatta fluire una corrente ascendente d'aria che, entro certi limiti, impedisce la formazione di correnti trasversali fra le atmosfere dei due ambienti. Con particolare riferimento alle funzioni della porta nell'architettura medievale: porta gattaia, il cui serramento è dotato di una piccola apertura indipendente; porta levatoia, tipica dei vani di accesso a opere fortificate, nella quale il serramento cade dall'alto in apposite scanalature; porta dei morti, murata, tipica di case medievali centro-italiane, situata a pianterreno e aperta solo per la traslazione di un feretro.

3) In varie loc. fig.: aprire la porta a qualcuno, accoglierlo cordialmente, prestargli aiuto; aprire la porta, le porte, permettere di entrare, di accedere a un dato ambiente, condizione e simili: la scuola deve aprire le porte a tutti; il danaro apre tutte le porte, rende tutto possibile; chiudere la porta in faccia a qualcuno, respingerlo sgarbatamente, escluderlo, rifiutargli ogni aiuto; trovare la porta chiusa, ottenere un netto rifiuto; bussare a tutte le porte, chiedere per bisogno, supplicando; processo, dibattito a porte chiuse, a cui non è ammesso il pubblico in virtù di una deroga alla norma generale che prevede la pubblicità del processo; è lasciata facoltà al giudice di prendere tale decisione quando lo richiedano ragioni di sicurezza dello Stato, di buon costume o di ordine pubblico; sfondare una porta aperta, voler dimostrare una cosa ovvia che nessuno contesta, oppure compiere una cosa già fatta da altri o facilissima da fare. Nella pubblicità e nel marketing si definisce porta a porta la distribuzione di campioni, buoni sconto (o anche la vendita) direttamente presso i potenziali consumatori. È un'azione pubblicitaria molto capillare eseguita di solito da personale femminile.

4) Per estensione, serramento che serve a chiudere un mobile e simili; sportello, portiera. Al pl. indica talvolta i battenti di una porta, specialmente se artistica o monumentale: le sculture delle porte del duomo.

5) In passato, apertura di accesso praticata nella cinta muraria di una città (propr. porta urbica) in corrispondenza di una via di comunicazione, dalla quale spesso prendeva il nome. Per estensione, quartiere di una città che prende nome da una di queste antiche porte: abita a porta Venezia. Nelle loc.: fuori porta, subito fuori dalla città, nell'immediata periferia; essere alla porta, alle porte, stare per arrivare in città; fig., essere vicinissimo, imminente: il nemico è alle porte.

6) Stretto passaggio in una zona montuosa, valico; adito di frontiera. In particolare: porta del ghiacciaio, bocca del ghiacciaio.

7) Nell'Impero ottomano, la residenza, gli uffici del sovrano e dei ministri; per estensione, nell'uso della diplomazia europea, la corte stessa e il governo dell'impero (più comune Sublime Porta). L'espressione è in relazione con l'antica usanza dei sovrani ottomani di rendere giustizia sedendo davanti la porta del loro palazzo.

8) Porta santa, porta murata a destra della porta principale nelle quattro basiliche maggiori di Roma: S. Pietro, S. Giovanni in Laterano, S. Paolo fuori le Mura, S. Maria Maggiore. La porta di S. Pietro viene aperta dal papa alla vigilia del Natale che precede l'Anno Santo, mentre tre cardinali aprono quelle delle altre basiliche; viene nuovamente murata nel Natale successivo. Il rito della porta santa risale al 1449.

9) In molti sport a squadre, intelaiatura entro o sopra la quale i giocatori devono inviare la palla o il disco. Nello sci è il passaggio obbligato fra due asticelle verticali sormontate da bandierine.

10) Nell'elaborazione dei dati, circuito che può avere più di un segnale di ingresso, ma solamente un segnale di uscita; in questo senso è sinonimo di elemento logico e consiste di un certo numero di transistori, o di un dispositivo monolitico a stato solido (circuito integrato), che operano sui dati di ingresso in modo da fornire certi dati di uscita. Tenendo conto del fatto che nel sistema binario le cifre 1 e 0 sono idealmente rappresentate dalla presenza e dall'assenza di impulso, si può esaminare il funzionamento dei principali tipi di porta; nella porta AND perché si abbia un impulso in uscita devono essere contemporaneamente presenti nella sezione d'ingresso tutti gli impulsi d'ingresso; nella porta OR perché si abbia un impulso di uscita deve essere presente almeno un impulso in entrata; nella porta NOT viene effettuata l'inversione del segnale. Le porte AND, OR, NOT possono essere combinate in modo da dar luogo a diverse uscite a partire da dati segnali di ingresso. Gli analoghi circuiti elettronici sono detti gates. Una porta logica non è necessariamente un circuito elettronico; sono state, per esempio, realizzate porte logiche con transistori ottici di arseniuro di gallio.

11) In anatomia, vena porta, importante tronco venoso che trasporta al fegato il sangue refluo dall'intestino, dalla milza e dallo stomaco. Si tratta di sangue venoso contenente tutti i prodotti dell'assorbimento intestinale, a eccezione di una quota dei grassi che viene assorbita attraverso l'arteria epatica. Nasce dalla confluenza della vena mesenterica superiore con la splenica, ha decorso breve (8-10 cm) e grosso diametro (8-10 mm), entra nel fegato attraverso l'ilo, prima dilatandosi (seno della vena porta) e poi suddividendosi in due rami, uno più voluminoso per il lobo epatico destro, l'altro più lungo per il sinistro; una fine rete di capillari penetra poi nei lobuli del fegato, dove avvengono i processi organici propri di questo organo. Vene porte accessorie sono le piccole vene che entrano direttamente nel fegato indipendentemente dalla porta, e che partecipano anch'esse a formare la rete capillare venosa lobulare; tali vene sono distinte in 5 gruppi, in base alla loro provenienza (parete dei grossi vasi e condotti escretori dell'ilo del fegato, parete superiore della colecisti, piccolo omento, diaframma, regione ombelicale della parete addominale).

12) In informatica, dispositivo di input/output grazie al quale è possibile collegare un elaboratore ad apparecchiature esterne, come modem e stampante; le porte possono essere seriali o parallele.

Tecnologia: generalità

Le porte possono essere distinte secondo il materiale usato, le funzioni che svolgono, la loro struttura; in ogni caso definiscono una porta la struttura del vano, in genere rettangolare, realizzata con materiali analoghi o più resistenti rispetto a quelli usati per la struttura in cui si apre il vano; l'infisso, formato con materiale diverso da quello della struttura e spesso uguale a quello del serramento, composto da un telaio fissato alla struttura e da un controtelaio assicurato al telaio con opportune giunzioni: la linea di giunzione fra i due elementi viene coperta da una cornice (coprifilo o mostra) spesso sagomata o decorata; il serramento, cioè la struttura mobile opportunamente sagomata così da adattarsi alle facce interne del controtelaio (stipiti) e che poggia, con una sua faccia, contro una scanalatura dello stesso (battuta fissa o controbattuta). Le porte vengono realizzate generalmente in legno (massello, tamburo, pannello, ecc.) ma si possono avere porte in metallo, miste (per esempio legno e vetro) o in altri materiali idonei; inoltre possono essere a uno o più (di solito due) elementi chiudenti detti battenti. Le porte a pannelli hanno i battenti costituiti da una struttura a telaio che contiene, incorniciandoli, lastre di legno (o altro materiale), disposte orizzontalmente o verticalmente; quando i pannelli sono costituiti da una grata si dice porta a grata; se le cornici dei battenti contengono pannelli di vetro, si dice porta vetrata o a vetri (sono diffuse porte vetrate i cui battenti sono formati da lastre intere di vetro infrangibile); se il battente (o i battenti) è formato da un pannello a struttura cellulare rivestito di laminato plastico o metallico o di fogli di compensato, si dice porta tamburata. Esistono, inoltre, porte il cui battente è incernierato su un asse verticale centrale, per cui la porta può ruotare su se stessa (bussola), oppure su di un asse orizzontale posto ai 2/3 verso l'alto consentendo il sollevamento della porta contro il soffitto; queste ultime, spesso usate per autorimesse, possono essere a gravità, ossia richiudersi per effetto del proprio peso (porta a pendolo), oppure essere contrappesate, per cui rimangono sollevate: in tal caso il comando di apertura e di chiusura può essere automatizzato e la porta viene azionata con un sistema elettropneumatico, oppure del tutto automatico, e in tal caso un dispositivo elettronico agisce, sotto un impulso comandato, sull'organo di apertura-chiusura, di solito elettropneumatico. L'apertura della porta può avvenire in senso parallelo ai muri e in tal caso il battente (o i battenti) scorre entro apposite guide (porte scorrevoli): se la guida è orizzontale si hanno porte a slitta (porte a libro, a fisarmonica, a soffietto si dicono quelle nelle quali il telaio è costituito da elementi estensibili ricoperti da materiale flessibile, quindi riducibile a “pacchetto”); se la guida è verticale si hanno porte a ghigliottina (porta avvolgibile, porta saracinesca si dicono quelle formate da più elementi orizzontali incernierati i quali, a mano a mano che si alza la porta, si avvolgono su di un idoneo tamburo posto nella soffittatura o entro un cassonetto). Le porte di accesso a locali pubblici o a edifici dei quali si vuol isolare l'atrio dall'esterno sono formate da elementi doppi contrapposti. § Nelle miniere si usano porte con funzioni particolari: le porte di ventilazione sono diaframmi mobili su cardini, disposti nelle gallerie per regolare il flusso della corrente d'aria per l'aerazione; si dicono otturatrici se interrompono completamente il flusso; regolatrici se hanno uno sportello ad apertura variabile; di sicurezza quando si chiudono automaticamente per effetto di un'esplosione, interrompendo il circuito di ventilazione. Le porte stagne sono quelle predisposte per impedire l'allagamento di zone di miniera che potrebbero essere invase dall'acqua: sono molto robuste per resistere a una pressione a monte anche di decine di atmosfere, e sono a perfetta tenuta d'acqua; porte analoghe sono aperte nelle paratie stagne delle navi per consentire il transito delle persone; le porte stagne possono essere azionate con comando locale a distanza o manualmente.

Cenni storico-artistici

I problemi tecnici e strutturali posti dall'esigenza di interrompere la continuità delle pareti di un edificio o delle mura di una città per consentire il passaggio furono variamente risolti nelle diverse epoche e civiltà, che determinarono inoltre i caratteri stilistici dei relativi temi ornamentali; anche le specifiche destinazioni, naturalmente, fecero sì che le porte si differenziassero per la forma e le proporzioni del vano, per il tipo della decorazione, più o meno accentuata, e per altre caratteristiche. La porta urbica, per esempio, che, aperta nella cinta muraria, costituiva un punto debole nel sistema difensivo, fin dall'antichità venne rafforzata con torri affiancate o sovrapposte, ponti mobili o fissi, ecc., suggerendo contemporaneamente, in quanto grandioso accesso alla città, soluzioni decorative di carattere monumentale e di alto pregio artistico (Porta dei Leoni a Micene). Nell'ambito delle più antiche civiltà mediterranee, per le varie porte fu usato prevalentemente il sistema strutturale trilitico (costituito da due blocchi monolitici in funzione di piedritti e da un terzo blocco monolitico in funzione di architrave) con vano rettangolare o a trapezio o con blocchi aggettanti, come si nota negli esempi dell'antico Egitto, della Mesopotamia, di Creta, Micene, della Persia. Alcune eccezioni al sistema trilitico si hanno in Assiria con porte ad arco in materiale fittile decorato con mattonelle smaltate (porta Ishtar a Babilonia), o con porta a pseudoarco nelle civiltà extraeuropee (Uxmal, Labná). In Etruria, accanto alla porta di tipo egizio con vano a trapezio, si trovano porte ad arco, come quella di Volterra (sec. IV a. C.). Con i Romani l'arco ebbe un largo sviluppo, parallelamente alla soluzione architravata sormontata da fregio o cornice, come nel Pantheon; comparve la porta urbica isolata, ad arco, con carattere d'ingresso monumentale, rispondente spesso alle finalità celebrative degli archi onorari (porta-arcodi Rimini e di Fano; Porta Aurea a Ravenna) e anche le porte urbiche vere e proprie e le porte dei palazzi si arricchirono nella struttura e nella decorazione a iniziare dall'età augustea (Porta Pretoria di Aosta). Nel mondo islamico la porta, negli edifici religiosi o militari, assunse la caratteristica apertura ad arco (acuto, a ferro di cavallo, polilobato, ecc.). Nel corso del Medioevo le due soluzioni, architravata e arcuata, continuarono la loro evoluzione, la prima col tipo di vano rettangolare architravato con arco superiore di scarico e lunetta, la seconda con quello ad anelli concentrici affondati nella parete (la strombatura fu particolarmente accentuata nel gotico); caratteristica del romanico e del gotico fu l'esuberante decorazione nei cordoni e nei piedritti, fino al prevalere, talvolta, della decorazione scultorea sull'elemento architettonico. Col Rinascimento la porta riacquistò la morfologia del mondo classico; lo schema più usato fu quello con mostra a timpano triangolare ricurvo di dimensioni varie. Michelangelo introdusse elementi atti a ottenere particolari effetti plastici e chiaroscurali (Biblioteca Laurenziana). La porta ebbe grande importanza per gli architetti del Sei-Settecento, che svilupparono le proposte rinascimentali attraverso una grande varietà di interpretazioni morfologiche e un accentuato decorativismo. Col neoclassicismo si ebbe un deciso ritorno alle forme classiche e lineari. Caratteristica dell'architettura contemporanea è infine la tendenza a restituire alla porta il suo valore funzionale, più che espressivo, e a realizzare un'identità (anziché contrapposizione) di valori tra apertura e parete.

Simbologia ed etnologia

La porta è legata al concetto di nascita e di morte: nell'imminenza di un parto o se la partoriente prova difficoltà a dare alla luce la sua creatura presso i tedeschi della Transilvania, del Meclemburgo e del Voigtland, si aprivano porte e finestre come a voler liberare la partoriente da ogni ostacolo che ancora in lei tratteneva il nascituro. Aprire porte e finestre nella casa di un moribondo era un'usanza di alcune regioni dell'Inghilterra, perché – si credeva – la morte possa entrare e troncare con la sua presenza una troppo dolorosa agonia. Le testimonianze materiali che confermano la soglia come sede di presenze divine con funzione apotropaico-tutelare sono molto numerose. Il repertorio iconografico “dei guardiani della soglia” è molto vario e fa riferimento a diverse tipologie sia per quanto riguarda le porte stesse sia per ciò che concerne gli spazi di cui tali porte regolavano l'accesso. La rappresentazione del labirinto compare frequentemente in corrispondenza delle porte e questo in diversi contesti culturali, ambientali e in un arco cronologico molto vasto con un significato metaforico legato alla difficoltà del passaggio e alle sue implicazioni sacrali e iniziatiche.