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bobina

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Lessico

sf. [sec. XIX; dal francese bobine].

1) Il complesso delle spire di filo, di nastro, di treccia di vari materiali avvolti su un supporto cilindrico o tronco-conico.

2) Cilindro metallico o in materiale plastico intorno al quale si avvolge la pellicola fotografica o cinematografica. È munita di guance laterali per impedire che la pellicola si sfili lateralmente. Una guancia può essere mobile per asportare la pizza di pellicola. La bobina debitrice contiene la pellicola che va all'utilizzazione, quella raccoglitrice riceve la pellicola utilizzata. Si dice bobina anche il rotolo di pellicola avvolto sul cilindro.

3) Nastro continuo di carta che viene avvolto sull'albero di un avvolgitore o di un arrotolatore di una macchina continua per la carta, al termine della lavorazione. La bobina, non tagliata o rifilata, è usata per l'alimentazione di altre macchine per trattamenti successivi; il termine è spesso usato come sinonimo di rotolo.

4) Confezione cilindrica, chiamata più spesso rocca o spola, nella quale il filato è avvolto a strati sovrapposti su un tubetto generalmente di plastica o cartone.

Elettrotecnica

Tipo di avvolgimento elettrico costituito da un conduttore isolato e avvolto in uno o più strati, generalmente su un supporto cilindrico o torico. La proprietà essenziale della bobina è quella di creare un flusso magnetico di valore elevato concentrato in una zona circoscritta dello spazio: una bobina è perciò caratterizzata essenzialmente dalla sua induttanza, oltre che dalla resistenza del conduttore da cui è costituita. Nella tecnica si hanno diversi tipi di bobina, destinate a molteplici usi. In particolare si ricordano: le bobine che creano i campi magnetici nelle macchine elettriche e negli elettromagneti per sollevamento (bobina di campo); le bobine impiegate nei relè per produrre il campo magnetico che aziona l'ancora; le bobine degli strumenti di misura (amperometriche se in serie al circuito, voltmetriche se in derivazione), attraverso le quali si manifestano le azioni che si esercitano sull'equipaggio mobile; le bobine la cui induttanza permette di ottenere un disaccoppiamento tra circuiti elettrici alle alte frequenze (bobina di blocco); le bobine usate nei tubi oscillanti per ottenere l'accordo su determinate frequenze o nei tubi a raggi catodici per ottenere la deflessione del pennello elettronico (bobine deflettrici); le bobine inserite nei circuiti per introdurre reattanze localizzate allo scopo di migliorare le condizioni di servizio, come per esempio le bobine Pupin usate nelle linee telefoniche per diminuirne l'attenuazione e le bobine di Petersen usate nelle linee elettriche come protezione contro le sovratensioni dovute agli archi intermittenti a terra. La bobina usata nella tecnica automobilistica per l'accensione dei motori a scoppio (bobina d'accensione) è in realtà un rocchetto di Ruhmkorff.

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