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gallinàccio

agg. e sm. [sec. XIV; latino gallinacĕus].

1) Agg. ant. e lett., gallinaceo: “si enfiò, pel gluglu gallinaccio” (Sbarbaro).

2) Sm., nome regionale del tacchino.

3) Fungo appartenente alla divisione Basidiomiceti (Cantharellus cibarius) (famiglia Cantharellaceae), detto anche galletto. Ha cappello da convesso-spianato a imbutiforme, irregolarmente lobato; gambo pieno, breve, più o meno centrale, dilatantesi nel cappello; venature anastomosate simili a lamelle, più o meno rilevate e confluenti, e colore giallo dorato, in alcune varietà biancastro (varietà neglectus) o rosato-lillacino (varietà amethysteus). Assai comune nei luoghi umidi e muscosi, nei boschi di latifoglie e di conifere, cresce dalla primavera all'autunno, spesso in abbondanti famiglie; è commestibile e assai pregiato, soprattutto se giovane.

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Gallinaccio