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impersonale

agg. [sec. XVI; dal latino tardo impersonālis].

1) Di verbi mancanti di un soggetto determinato e usati soltanto alla terza pers. sing. Sono impersonali i verbi che indicano fenomeni meteorologici (piove, tuona, grandina, nevica); se impiegati in senso figurato, tuttavia, essi perdono il loro carattere impersonale (“io piovvi di Toscana”, Dante; tuonavano i cannoni, grandinavano bombe). Molti verbi che hanno normalmente la costruzione personale possono anche essere usati impersonalmente in forme come si va, si viene, si parte; un uso analogo si trova anche in latino (itur, si va; venitur, si viene). Alcuni verbi che hanno forma personale in italiano sono costruiti impersonalmente in latino: me paenitet (mi pento), me taedet (mi annoio), me pudet (mi vergogno). Viceversa verbi costruiti impersonalmente in italiano hanno forma personale in latino: mihi videris esse beatus (mi sembra che tu sia felice).

2) Che non riguarda, non si riferisce a una persona determinata: un rimprovero impersonale.

3) Privo di caratteri originali; per estensione, scialbo; banale.

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