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istituzionalismo

sm. [dall'inglese institutionalism].

1) Corrente di pensiero economico sorta in reazione al marginalismo e sviluppatasi soprattutto negli Stati Uniti per opera di Th. Veblen (che ne è considerato il fondatore), J. R. Commons e W. C. Mitchell. Per i seguaci dell'istituzionalismo la scienza economica deve essere assolutamente oggettiva, intesa ad analizzare i moventi del comportamento umano solo in base a puri fatti di osservazione. Suo precipuo compito deve essere lo studio delle istituzioni, come esse nascono dalle consuetudini e dal gioco degli interessi, come agiscono sul comportamento umano, come si sviluppano nel tempo.

2) Dottrina giuridica che identifica l'essenza del fenomeno giuridico nella sintesi tra struttura sociale e forma giuridica (vedi anche istituzione).

3) In psicologia, s'intende per istituzionalismo le conseguenze negative dell'educazione rilevate nel bambino allevato in istituti dove sia stato necessario l'internamento per la perdita o l'indisponibilità dei genitori. Tali conseguenze sono riferibili al concetto di “carenza affettiva”.

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