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ittita

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Lessico

agg. e sm. (pl. m. -i) [sec. XX; dall'ebraico Ḥittīm]. Appartenente al popolo degli Ittiti; la lingua e la scrittura degli Ittiti.

Linguistica

Lingua indeuropea documentata da alcune migliaia di tavolette scritte in caratteri cuneiformi, trovate durante gli scavi fatti presso l'antica capitale Hattusa. Queste tavolette contengono importanti documenti di carattere storico, politico, giuridico e religioso (corrispondenza reale, trattati con altri Stati, annali, leggi, rituali, preghiere) che vanno dal sec. XIX al XIII a. C.: l'ittita è quindi la lingua indeuropea che vanta la più antica documentazione. Il merito principale dell'interpretazione di questi testi e della dimostrazione del carattere indeuropeo della loro lingua va soprattutto all'orientalista boemo Bedřich Hrozný. L'ittita è una lingua di tipo centum perché continua le palatali indeuropee con velari (ketta, egli giace, indiano ant. çete, greco keîtai) e le labiovelari con labiovelari (kuis, chi, latino quis). Un tratto notevolmente arcaico è rappresentato dalla flessione nominale di temi con r al nominativo e n negli altri casi (watar, acqua, genitivo wetenas, corrispondente al greco hýdōr, genitivo hýdatos con a da n vocalizzato). In certi casi l'ittita mostra singolari coincidenze con il tocarico da una parte e il latino e l'osco-umbro dall'altra. Il lessico ittita appare fortemente influenzato da lingue anatoliche non indeuropee, che avrebbero una pretesa unità linguistica indoittita. Una lingua pure indeuropea, ma diversa dall'ittita (cuneiforme), è quella comunemente chiamata ittita geroglifico per il diverso sistema di scrittura usato. Si tratta di una lingua di tipo satem, che assibila cioè le originarie palatali indeuropee: i suoi documenti (iscrizioni su pietra e sigilli) sono di epoca più recente rispetto a quelli dell'ittita cuneiforme e si possono, per la maggior parte, collocare tra i sec. XI e VIII a. C.

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