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mòzzo

sm. [sec. XVI; latino modíus, propr. moggio, misura].

1) Parte cilindrica di vari organi rotanti (ruote, pulegge, ecc.) nella quale è ricavato il foro che ne permette il collegamento con un albero o con un perno. Secondo le caratteristiche di collegamento da realizzare, il foro del mozzo può essere perfettamente cilindrico (per esempio nelle ruote folli), per cui si ha un collegamento lasco, oppure può presentare una o più scanalature, tali da consentire l'inserimento di una chiavetta o l'accoppiamento con un albero scanalato: il mozzo ha così la possibilità di uno scorrimento assiale sull'albero, al quale resta solidale nel moto rotatorio, evitando ogni slittamento. Può essere realizzato in metallo, o in materiale plastico; dotato di boccola, di cuscinetto antifrizione o anche montato su cuscinetti a rotolamento.

2) Nelle costruzioni navali e aeronautiche, il mozzo è la parte centrale dell'elica: può essere in un solo pezzo con le pale, oppure (nelle eliche a passo variabile) è un elemento a sé stante, che contiene e supporta i meccanismi necessari alla variazione del passo.