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martèllo (lessico)

sm. [sec. XIII; latino martellus].

1) Attrezzo di comune impiego in moltissimi campi dell'attività artigianale per lavorazioni mediante urti ripetuti. È costituito da una testa d'acciaio (mazza) munita di un foro di forma tronco-conica (occhio) nel quale viene inserito un manico, solitamente in legno. La testa ha una parte prismatica a sezione quadrata, detta bocca, terminante con una faccia piana, impiegata per battere su chiodi o su superfici piuttosto ampie, e una parte, sempre prismatica ma a sezione triangolare, detta penna, che, terminando a spigolo, viene utilizzata quando si voglia battere su una superficie di dimensioni molto limitate. Spesso la penna è divisa in due parti da una fenditura allo scopo di consentire l'estrazione di chiodi. La testa e la penna possono assumere svariate forme, in relazione all'uso al quale il martello è destinato: battere col martello; lavorare di martello; martello da fabbro, da falegname, da calzolaio, da scultore;martello da roccia, di acciaio non temperato, usato dagli alpinisti per piantare i chiodi nella roccia; martello da ghiaccio, a punta lunga e ricurva, usato dagli alpinisti per piantar chiodi o per scolpire gradini e prese nella parete ghiacciata; lancio del martello, disciplina dell'atletica leggera.

2) Fig., non comune, intimo travaglio, cruccio tormentoso, fastidio insistente: il martello della gelosia, dell'invidia.

3) Per estensione, oggetto che abbia forma simile o uso analogo. § Martello a campana, sorta di picchiotto che batte le ore sulla campana degli orologi delle torri; fig.: suonare le campane a martello, con rintocchi secchi e cadenzati, per chiamare a raccolta, per avvertire che sovrasta un pericolo e simili; martello dell'uscio, battente che in passato veniva applicato alle porte esterne e serviva per bussare. § Martello percussore, piccolo martello con la testa di gomma usato in medicina per provocare i riflessi tendinei o muscolari; martello d'arme, arma offensiva a forma di martello, usata un tempo dai cavalieri. § Martello perforatore e pneumatico, macchina operatrice per eseguire fori da mina nella roccia od operazioni di sterro in presenza di materiali molto duri, per esempio cemento. Consta essenzialmente di un cilindro ad aria compressa il cui stantuffo agisce da mazza battente su una barra (fioretto), generalmente forata, il tutto portato da idonea incastellatura provvista di manico; nel foro circola aria compressa o acqua per rimuovere i detriti. I martelli pneumatici hanno solo corsa alternativa e montano fioretti con punte taglienti a scalpello, a maglia, a lancia, ecc. (martello demolitore, martello piccone). I martelli perforatori sono a rotazione o rotazione-percussione e sono montati su di un tubo telescopico che mantiene il martello all'altezza richiesta. La rotazione del fioretto è ottenuta mediante una barra con scanalature elicoidali nelle quali si impegnano quelle coniugate dello stantuffo. Un sistema di nottolini fa ruotare la barra in un solo senso; nella corsa di ritorno ruotano lo stantuffo, il manicotto portafioretti e quindi il fioretto. I martelli perforatori vengono classificati, in base al loro peso, che è approssimativamente proporzionale alla potenza, in leggeri, fino a 18 kg; medi tra 18 e 24 kg; pesanti tra 24 e 33 kg; supermartelli oltre 33 kg. Come supporto dei martelli in azione si usano servosostegni per quelli leggeri, medi e pesanti; carri per martelli pesanti e supermartelli; colonne per supermartelli speciali. Tipi particolari sono: il martello fucile, ad avanzamento automatico, per fori di mine verticali, montato su affusto telescopico, con o senza dispositivo di rotazione automatica; e i vari perforatori ad avanzamento automatico montati su carri jumbo e che hanno due o più braccia snodate le quali portano ciascuna un martello perforatore, usati per l'abbattimento di rocce e minerali.

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