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muta

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Lessico

sf. [sec. XVI; da mutare].

1) Atto del mutare, del sostituire; avvicendamento, cambio: dare, darsi la muta; la muta dei cavalli, il cambio dei cavalli da tiro nei lunghi percorsi (in senso concr.: una muta di cavalli, l'insieme dei cavalli attaccati in coppia a una carrozza per trainarla); la muta del vino, il travaso. In particolare, parziale rinnovamento del tegumento che si verifica periodicamente in molti animali .

2) Gruppo di sentinelle necessarie per un determinato turno di guardia.

3) Complesso di oggetti costituenti un corredo completo in grado di sostituirne un altro usato o deteriorato: portare con sé una muta di biancheria; in particolare, in marina, riferito a vele o bandiere, la relativa dotazione completa della nave.

4) Specie di tuta aderente indossata dai subacquei per protezione durante le immersioni in acque fredde o profonde o per immersioni prolungate. Esistono molti tipi di mute, generalmente in neoprene con spessore di 3÷5 mm, a volte foderate in nylon per aumentarne la resistenza. La muta non è stagna, ma, non consentendo la libera circolazione dell'acqua ostacola la dispersione del calore dal corpo all'acqua esterna.

Biologia

Negli Artropodi la muta consente l'accrescimento corporeo, impedito dalla presenza di un esoscheletro rigido e non estensibile; inoltre facilita l'epurazione perché l'organismo si libera dei prodotti di rifiuto che si sono accumulati nel tegumento. Al momento della muta l'organismo secerne un enzima che dissolve lo strato interno dell'esoscheletro e un nuovo scheletro non ancora indurito si forma al di sotto del vecchio. L'animale esce dal vecchio involucro e si ingrandisce rapidamente assorbendo acqua e aria, mentre il nuovo esoscheletro viene forzato a estendersi e poi si indurisce. Alcuni Artropodi mutano per tutta la vita, anche se dopo il raggiungimento della maturità sessuale le mute vanno in genere rarefacendosi; altri smettono di mutare una volta raggiunta la maturità sessuale. Gli Insetti mutano, e crescono, soltanto durante gli stadi larvali. Durante la muta e nei periodi immediatamente precedenti e seguenti alcuni Artropodi restano nascosti e poco attivi, fino a che il loro tegumento si è nuovamente indurito. Gli Anfibi e i Rettili mutano lo strato corneo dell'epidermide, a brani più o meno ampi o tutto intero, una o più volte all'anno. Poiché spesso gli animali non si alimentano nel periodo della muta, molte specie (Insetti, Crostacei, Anfibi, Rettili) ingeriscono il vecchio tegumento, recuperando una quantità di energia. Gli Uccelli mutano le penne con grande regolarità, i più piccoli in genere una o due volte all'anno e i più grandi una volta in alcuni anni; diversi Anseriformi mutano tutte le penne di volo contemporaneamente, assumendo un abito eclissale. Alla muta negli Uccelli è spesso associato il cambiamento della livrea. In seguito a forte shock da paura, alcuni uccelli possono perdere contemporaneamente gran parte delle penne, in particolare della coda, fenomeno detto muta fobica. I Mammiferi presentano sia la muta del pelo che la desquamazione dello strato corneo dell'epidermide (forfora). Nel primo caso la pelliccia è in genere più folta d'inverno che d'estate e può presentare diversa colorazione stagionale (per esempio l'ermellino è bianco d'inverno e rosso-bruno d'estate).

Media

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