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narcoanàlisi

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Definizione

sf. [sec. XX; narco-+analisi]. Termine proposto nel 1936 dallo psichiatra inglese J. S. Horsley per indicare un metodo di indagine del profondo in cui viene indotto nel paziente uno stato di trance mediante l'uso di farmaci, con lo scopo di attenuarne il controllo cosciente. I fondamenti teorici della narcoanalisi sono d'ispirazione sostanzialmente psicanalitica: viene applicata infatti la tecnica delle libere associazioni a cui segue una fase nella quale il materiale raccolto viene utilizzato per spiegare al paziente la natura dei suoi sintomi. L'applicazione della narcoanalisi in campo medico-legale (il cosiddetto “siero della verità”) è molto discussa, in primo luogo perché la sua efficacia non è tassativa e inoltre perché può costituire un abuso in quanto viola l'integrità della personalità umana. Spesso un presunto reo confessa delitti che avrebbe voluto compiere, ma che in realtà non ha effettuato.

Diritto

Il Codice di Procedura Penale italiano stabilisce che non possono essere utilizzati, neppure con il consenso della persona interessata, metodi o tecniche idonei a influire sulla libertà di autodeterminazione o ad alterare la capacità di ricordare e di valutare i fatti (art. 188). Inoltre lo stesso codice non prevede la narcoanalisi nell'elenco tassativo dei mezzi di prova ammessi per acquisire le prove. Dal complesso di queste disposizioni si deve dedurre che la narcoanalisi è vietata dall'ordinamento processuale italiano in vigore.

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