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ne (particella pronominale e avverbio)

(con la e chiusa), particella pron. e avv. (nel contesto della frase si comporta come la particella ci; unita ad altri pron. atoni si pospone; in unione con gli (pronome personale) dà luogo di solito alla forma gliene) [sec. XIII; latino inde, di lì ].

1) Particella pron., che vale di lui, di lei, di loro, di ciò, di questo, di quello, ecc.: hai notizie di Alfonso? Non ne so più nulla; non ne capisco la ragione; spesso con valore partitivo: dammene ancora. Talvolta in frasi ellittiche indeterminate: combinarne di ogni sorta (guai, ribalderie); gliene diede un sacco (di botte); non me ne voglia (male).

2) Particella avv., con valore di moto da luogo, di lì, da quel posto: ne sarò presto di ritorno. Talvolta può indicare conseguenza con valore pron. nel senso di “da ciò”: cosa ne deduci? In talune loc. verbali ha soltanto valore rafforzativo o pleonastico: se ne veniva bel bello; per andarne, vedi andare (verbo).

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