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pùbere

agg. e sm. e f. [sec. XIX; dal latino puber-ĕris]. Di individuo in cui si manifestano i caratteri della pubertà. § Il diritto romano definiva pubere il soggetto che aveva raggiunto, assieme a quella fisica, la maturità intellettuale necessaria ad agire giuridicamente: per la donna era fissata al raggiungimento del dodicesimo anno, per i maschi al quattordicesimo (secondo i proculeiani, mentre i sabiniani richiedevano la inspectio corporis per accertare la sopraggiunta pubertà). Gli impuberi erano soggetti alla patria potestas e in mancanza del padre ad altro pater familias.