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pirofòrico

agg. (pl. m. -ci) [sec. XIX; da piro-+-foro]. Che presenta piroforicità: sostanze piroforiche, sostanze solide che venendo a contatto con l'ossigeno atmosferico si ossidano spontaneamente con forte sviluppo di calore; questo accelera il processo di ossidazione, fino a che la sostanza piroforica rapidamente e spontaneamente si incendia. Il fatto che una sostanza risulti piroforica dipende dalla sua natura chimica ma anche dal suo stato superficiale e di suddivisione. Anche metalli come il ferro o il nichel, che nelle forme consuete non sono affatto infiammabili, quando vengono preparati in forma estremamente suddivisa attraverso adatte reazioni chimiche risultano fortemente piroforici e devono venir conservati per esempio sotto alcol per evitare che vengano a contatto con l'atmosfera. Esempi di miscele piroforiche sono quelle di ferro-cerio, di magnesio e alluminio usate per fabbricare pietrine per accenditori.

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