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potére (ottica)

potere diottrico, sinonimo di convergenza. Potere disperdente o dispersivo, carattere di un mezzo ottico per il quale l'indice di rifrazione varia in misura minore o maggiore con la lunghezza d'onda della radiazione che lo attraversa. È misurato dal numero di numero di Abbe. Potere risolutivo, grandezza fisica definita sia in spettrometria, sia nel campo degli strumenti ottici di osservazione. In spettrometria è l'attitudine di uno spettrometro a separare due righe di lunghezze d'onda più o meno vicine misurata dal rapporto R=λ/Δλ fra la lunghezza d'onda media λ fra le due lunghezze d'onda più vicine separabili e la differenza Δλ fra dette due lunghezze d'onda. Per effetto di fenomeni di diffrazione, in un prisma di spettrometro, R non può superare il valore:

dove s è lo spessore della base del prisma e n è l'indice di rifrazione del mezzo che costituisce il prisma funzione nota di λ. Nel caso degli strumenti ottici da osservazione, il potere risolutivo, o potere separatore, è l'attitudine dello strumento a consentire la visione distinta di due punti più o meno vicini, crescente con il crescere di tale distanza minima. Se lo strumento è atto all'osservazione da vicino (microscopio, obiettivo fotografico) e φ è l'apertura del fascio uscente dall'oggetto che investe l'obiettivo (in entrambi i casi), la distanza fra due punti nitidamente distinguibili non può, per fenomeni di diffrazione, superare il valore dove λ è la lunghezza d'onda della radiazione usata ed n è l'indice di rifrazione del mezzo in cui è immerso l'oggetto in osservazione. Come grandezza fisica che misuri il potere risolutivo può essere assunta l'espressione 1/Δx.Nel caso degli strumenti ottici per osservazione da lontano (cannocchiali, telescopi) il potere risolutivo va riferito al minimo angolo sotto il quale possono essere distinti due punti luminosi vicini, angolo costituito dalle due congiungenti i due punti con il centro dello strumento. In relazione a fenomeni di diffrazione, tale angolo non può essere inferiore a α=1,22 λ/D dove D è il diametro dell'o-biettivo. Come misura quantitativa del potere risolutivo può essere assunto 1/α. Nel caso dell'occhio umano, considerato come strumento di osservazione da lontano, l'angolo α minimo corrisponde a ca. 1´; tale valore è legato sia a fenomeni di diffrazione, sia al fatto che il globo oculare durante l'osservazione è in continuo movimento. Potere rotatorio, proprietà, naturale o acquisita, di alcune sostanze di far ruotare il piano di polarizzazione della luce polarizzata che le attraversa. Nelle sostanze, solide o liquide, dotate di potere rotatorio naturale l'angolo di cui vien fatto ruotare tale piano è funzione delle dimensioni e della natura della sostanza, nonché della lunghezza d'onda della radiazione. Sono chiamate levogire le sostanze per cui la rotazione del piano di polarizzazione è nel senso antiorario per un osservatore che riceve il fascio luminoso frontalmente, destrogire nel caso opposto. Fra i solidi ha, per esempio, potere rotatorio il quarzo; fra i liquidi l'essenza di trementina e le soluzioni di zucchero. Dal punto di vista quantitativo, il potere rotatorio è misurato dal rapporto α/l fra l'angolo α di rotazione e la lunghezza l del provino, con il segno positivo per sostanze destrogire, negativo per sostanze levogire. Si chiama potere rotatorio specifico il rapporto tra potere rotatorio e massa volumica della sostanza. Potere rotatorio magnetico, la rotazione del piano di polarizzazione analoga al caso precedente che si verifica in corpi trasparenti isotropi disposti in un campo magnetico avente componente non nulla nella direzione del raggio luminoso. Il fenomeno corrispondente è detto effetto Faraday.