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programmazióne

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Lessico

sf. [sec. XX; da programmare].

1) Atto, effetto e modo del programmare; predisposizione di un programma. In particolare, preparazione di un programma di spettacoli. Per estensione, rappresentazione di uno spettacolo, proiezione di un film o trasmissione di un programma radiofonico; anche palinsesto. § In economia, regolamentazione dell'economia di un Paese a sistema capitalistico secondo un programma prestabilito e al fine di promuovere uno sviluppo equilibrato in tutti i settori. § In matematica,programmazione lineare, tecnica matematica particolarmente adatta per risolvere problemi di massimizzazione o minimizzazione di una funzione lineare di variabili. § In statistica, programmazione degli esperimenti, tecnica che permette di valutare, mediante opportuni metodi statistici la significatività del risultato di un determinato esperimento.

2) In informatica, attività di preparazione, verifica e aggiornamento di programmi che facciano svolgere all'elaboratore i compiti più svariati: dalla soluzione di problemi scientifici e logici alla gestione di informazioni, all'elaborazione di testi e immagini, alla progettazione, alla predisposizione di comandi, ecc. Per la programmazione evolutiva vedi algoritmo genetico.

Matematica

La programmazione lineare è una tecnica matematica particolarmente adatta per risolvere problemi di massimizzazione o minimizzazione di una funzione lineare di variabili come costi, profitti, ecc. unitari che possono presentare una serie di vincoli, a loro volta espressi come funzioni lineari delle variabili considerate. Si supponga di voler ottenere un mangime per polli che costi il meno possibile, ma contenga determinate quantità minime di certe vitamine. Supponiamo, per fissare le idee, che il mangime sia composto da tre ingredienti e di volere che in esso siano presenti le vitamine A, B e C nelle quantità minime a, b e c rispettivamente. Di ogni ingrediente conosciamo il costo per grammo (siano c1, c2 e c3 i rispettivi costi) e il contenuto di ogni vitamina in un grammo (siano v1A, v1B e v1C i contenuti delle vitamine A, B e C nel primo ingrediente e analogamente per gli altri due ingredienti). Indicando con x1, x2 e x3 le quantità di ognuno dei tre ingredienti espresse in grammi, le limitazioni sulle quantità minime per ognuna delle tre vitamine si esprimono nelle seguenti condizioni:

Le quantità dei tre ingredienti devono essere positive; dobbiamo imporre quindi le tre condizioni x1>0, x2>0, x3>0. Vogliamo inoltre che il peso totale del mangime sia un chilogrammo; quindi

Il costo di un chilogrammo di mangime è dato da: c=c1x1+c2x2+c3x3. La programmazione lineare permette di determinare x1,x 2e x3tali che siano verificate le sei disequazioni e l'equazione scritte sopra e tali che c sia minimo. Essa risolve quindi il problema della determinazione del mangime più economico avente le caratteristiche richieste. La tecnica di programmazione lineare si presta a essere utilizzata con molta facilità sugli elaboratori elettronici; è applicata nei più vari campi d'indagine, ma in economia trova tipicamente impiego nello studio delle relazioni intersettoriali, nei problemi di allocazione delle risorse, nella teoria della produzione. Con riferimento a quest'ultimo campo si voglia per esempio risolvere il problema relativo all'ottima combinazione dei prodotti nel caso di una funzione di produzione a coefficienti fissi. Dati n fattori produttivi da cui si possono ottenere m prodotti, mediante la programmazione lineare è possibile determinare il massimo prodotto (ricavo) totale, sotto la condizione (cioè i vincoli) che le quantità usate di ogni fattore nei vari processi produttivi non superino complessivamente la quantità disponibile di tale fattore.

Statistica

La programmazione degli esperimenti è una tecnica che permette di valutare, mediante opportuni metodi statistici (come l'analisi della varianza), la significatività del risultato di un determinato esperimento, inteso quest'ultimo come un procedimento avente lo scopo di dare informazioni circa l'effetto che una certa variabile (detta fattore sperimentale) ha causato su un certo numero di unità opportunamente scelte. Essa consiste in sostanza nella predisposizione di un piano (o disegno) degli esperimenti avente quale oggetto la raccolta dei dati sperimentali e la loro successiva elaborazione. Uno dei più tipici e utilizzati piani sperimentali è quello fattoriale che permette di analizzare gli effetti di vari fattori, ognuno considerato con le rispettive modalità, sia presi singolarmente, sia in combinazione tra loro. Gli effetti dei fattori combinati sono denominati interazioni. La programmazione degli esperimenti trova vasta applicazione in molti campi di indagine: dalle scienze agrarie alla medicina, dalla chimica alla psicologia, alle attività industriali.