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ròdio (chimica)

sm. [sec. XIX; dal greco rhódon, ròsa, con riferimento al colore di alcuni composti]. Elemento chimico della famiglia del platino, di simbolo Rh, peso atomico 102,905 e numero atomico 45. È uno dei metalli meno abbondanti in natura e accompagna il platino e gli altri metalli della sua famiglia allo stato nativo e nei diversi minerali; in minima percentuale è tra l'altro contenuto nei giacimenti canadesi di solfuri di rame e di nichel, dai quali si ricava oggi la maggior parte della produzione mondiale. Il rodio puro e compatto si presenta come un metallo di colore bianco e lucente simile a quello del platino; ha peso specifico di 12,41 e fonde a 1966 ºC. Il rodio metallico presenta una grande inerzia chimica: è stabile all'aria anche al calore rosso e non viene attaccato neppure dall'acqua regia; viene invece attaccato dall'idrogenosolfato di potassio fuso e dal bromo in acido bromidrico a caldo. Il rodio presenta un insieme di proprietà che lo rendono consigliabile per varie applicazioni malgrado il suo costo elevato, assai superiore a quello del platino; rivestimenti di rodio applicati sull'argento (rodanizzazione) esplicano un'efficace azione protettiva su questo metallo. Il rodio presenta inoltre un ottimo potere riflettente che non viene alterato dagli agenti atmosferici, per cui è utilizzato nella fabbricazione di specchi per strumenti ottici; altri impieghi sono quelli nella fabbricazione di coppie termoelettriche per la misura di temperature elevate, di elettrodi di candele per motori a scoppio, ecc. (rodiatura). Una percentuale del 10% in rodio aumenta fortemente la resistenza chimica e meccanica del platino e le leghe platino-rodio di questo tipo vengono usate, per esempio, nella costruzione delle reti catalitiche utilizzate nella produzione di acido nitrico per ossidazione dell'ammoniaca. Nei suoi composti il rodio presenta carattere metallico e valenze diverse, tra le quali la più stabile e importante è quella tre, che si riscontra, per esempio, nel tricloruro RhCl₃, di colore rosso, che costituisce il suo composto più comune. Dato il carattere di metallo nobile, il rodio viene facilmente precipitato dalle soluzioni dei suoi sali per opera degli agenti riducenti, che lo separano sotto forma di metallo finemente suddiviso e di colore nero, il cosiddetto nero di rodio.

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