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sicofànte

sm. [sec. XVI; dal greco sykophántēs, propr., delatore (di contrabbandieri) di fichi].

1) Nelle democrazie della Grecia antica e specialmente ad Atene, il cittadino che denunciava all'autorità competente le infrazioni alla legge di cui era stato testimone oculare e delle quali poteva asserire di avere notizia certa. In mancanza di un pubblico accusatore, tutti i cittadini avevano diritto alla denuncia e tale diritto rimase il simbolo di una democrazia attiva ed efficiente fino a quando non venne riconosciuta al denunziante una percentuale sui beni confiscati al condannato. Fare il sicofante divenne allora un mestiere e molti per evitare il processo preferivano pagare il silenzio dei sicofanti di professione. La situazione divenne ancor più critica quando i sicofanti entrarono in combutta con i politici per gettare accuse infondate contro i propri avversari. Leggi anche drastiche non valsero a stroncare l'abuso, che continuò al riparo di colpevoli omertà.

2) Per estensione, lett., spia, delatore, calunniatore.

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