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sindèresi

sf. [sec. XIV; dal greco synterēsis, propr., esame, vaglio]. Ragione naturale in quanto capace di intendere i principi primi in ordine all'operare. San Tommaso dice che è la legge del nostro intelletto, in quanto contiene i principi morali, la facoltà dell'anima, la “scintilla della coscienza", in virtù della quale essa è in grado di conoscere immediatamente e con piena evidenza il bene morale da perseguire. Nel filone agostiniano, la sinderesi è riportata alla volontà anziché alla ragione pratica (San Bonaventura). In ogni caso è propriamente il giudizio della coscienza, la capacità naturale di conoscere il bene.

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