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stàmpo

sm. [sec. XVI; da stampare].

1) Attrezzo usato per riprodurre caratteri, numeri, disegni ecc., su materiali vari.

2) Arnese recante disegni in rilievo e/o in incavo, secondo l'oggetto che si vuole produrre, usato nelle operazioni di stampaggio per ottenere forme in rilievo su paste alimentari, sulla sabbia ecc. Spesso è costituito da due parti (stampo e controstampo, matrice e contromatrice, maschio e femmina) di cui generalmente una fissa e l'altra mobile, per facilitare l'estrazione del pezzo stampato.

3) Recipiente nel quale si versano o iniettano materiali pastosi, sostanze liquide o semiliquide, affinché, solidificando, ne acquistino la forma: stampo per budino, per gelatina.

4) Modello con cui si producono oggetti di forma voluta, nello stampaggio di materie plastiche o metalliche. Fig.: oggetti fatti con lo stampo, prodotti in serie, privi di originalità; se ne è perso lo stampo, di cose o persone come ormai non se ne trovano più. In particolare, tempra, carattere, natura, qualità: gentiluomo di vecchio stampo; spregiativo: sono tutti dello stesso stampo, hanno gli stessi difetti.

5) In paleontologia, l'impronta lasciata dal guscio di un fossile su una roccia.

6) Nella caccia, uccello finto usato come richiamo per quelli selvatici. In particolare è usato per la caccia con la botte alle anatre.

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