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stereotipìa

sf. [sec. XIX; stereo-+ -tipia].

1) Procedimento che consente di ottenere lastre di stampa piane o curve in lega tipografica attraverso la duplicazione di forme rilievografiche. § La lega tipografica (piombo-stagno-antimonio) viene fatta colare su una speciale matrice, detta flano, che porta l'impronta della forma da duplicare; il flano, costituito da gesso o impasti di gesso, o da strati di fogli di carte adatte incollati con adesivi a base di amido, o da cartoni speciali, riceve l'impronta in una pressa, generalmente riscaldata (anche fino a ca. 100 ºC). La colata della lega fusa avviene in speciali lingottiere, diverse secondo che producano stereotipie piane o curve: il flano, piano o semicircolare, viene chiuso fra due piastre piane (nel primo caso), o fra un nucleo cilindrico interno e un guscio esterno (nel secondo caso); le stereotipie curve sono utilizzate per la stampa tipografica rotativa (i giornali quotidiani adottano nella generalità questo sistema). Le stereotipie consentono di sfruttare meglio le macchine da stampa nei lavori di piccolo formato (che vengono duplicati) ed evitano il logoramento della forma originale.

2) Sintomo psicotico consistente nel manifestarsi ripetuto di azioni o schemi di pensiero stereotipati e inadeguati alla situazione.