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idiozìa

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Lessico

sf. [sec. XIX; dal francese idiotie].

1) Sindrome psichica che, unitamente all'imbecillità, fa parte di un gruppo di malattie mentali, dette frenastenie od oligofrenie, inquadrabili nella patologia dell'intelligenza. L'idiozia rappresenta il quadro più grave di queste forme con un QI (quoziente intellettivo) inferiore a 20.

2) Per estensione, ignoranza, stupidità; anche atto o discorso idiota: ha fatto un'idiozia; non dire idiozie.

Psichiatria

L'idiozia è determinata da cerebropatie della vita intrauterina o infantile (encefaliti, parti distocici con traumi da forcipe o fenomeni asfittici, meningiti), che provocano alterazioni più o meno grossolane del cervello fetale o infantile, oppure da fattori eredo-degenerativi quali la lue e l'alcolismo degli ascendenti. Da forme con sintomi psichici scarsi e predominanti segni di focolaio (emi-para-monoplegie, coreoatetosi, paresi oculari, ecc.) si arriva a forme nelle quali per diffusione delle lesioni si ha difetto di sviluppo psichico fino a completa assenza di vita intellettuale, residuando il puro soddisfacimento degli istinti fondamentali, in assenza o quasi di fenomeni neurologici (cerebroplegie psichiche). Secondo il contegno gli idioti si distinguono in: eccitati, quando sono impulsivi e in agitazione continua; apatici, quando sono privi di qualsiasi iniziativa, con reazioni lente e con atonia espressiva. Nelle forme gravi il linguaggio articolato è abolito o notevolmente compromesso; le tendenze caratteristiche degli idioti sono la clastomania (distruzione di determinati oggetti), l'esibizionismo e il collezionismo. Forme speciali di idiozia sono: la sclerosi tuberosa; l'idiozia amaurotica di Tay-Sachs, familiare, insorge di solito nei primissimi anni di vita, con deficit mentale, accessi convulsivi, gravi disturbi del visus con reperto oftalmoscopico caratteristico (degenerazione del fascio maculare); la varietà infanto-giovanile di Spielmeyer-Vogt compare più tardivamente, tra il 6º e il 14º anno di vita, con rapida regressione dello sviluppo psichico, convulsioni, paresi, retinite pigmentosa; l'idiozia mongoloide con spiccati segni di mongolismo, ritardo di sviluppo o di ossificazione, alterazioni psichiche tipo infantilismo o idiozia grave.