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temporizzatóre

sm. [da tempo].

1) Apparato, detto anche timer, che fornisce un'azione ritardata come risposta a un comando esterno: il comando e l'azione possono essere la chiusura di un contatto elettrico oppure un segnale impulsivo o a gradino. Nelle versioni elettromeccaniche, i temporizzatori sono realizzati da motori elettrici che, attraverso riduttori e movimento a camme, comandano la chiusura ritardata di una coppia di contatti; i ritardi ottenibili variano dalla frazione di secondo a parecchie ore. Versioni elettroniche senza parti in movimento sono realizzate con multivibratori monostabili, nei quali i valori di resistenza e capacità determinano la scala dei tempi di ritardo, che possono variare da ca. 1 ms a parecchi minuti; per durate maggiori si mettono in cascata catene di multivibratori bistabili, nelle quali ogni stadio raddoppia la durata ottenibile.

2) In informatica, temporizzatore di intervalli, dispositivo, situato nell'unità centrale di un sistema di elaborazione, che permette di misurare la durata di eventi che si verificano durante il funzionamento dell'elaboratore. Può fornire i tempi per calcolare gli addebiti per l'utilizzo della macchina e segnalare la scadenza del tempo assegnato a un dato programma.

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