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udìto

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Lessico

sm. [sec. XIII; latino. aūditus-us, da aūdire, udire]. Sensazione attraverso la quale nell'uomo e negli animali vengono percepiti i suoni e i rumori. Nella loc. essere di udito grosso, essere quasi sordo.

Fisiologia

Lo stimolo per la sensazione uditiva è rappresentato dalla vibrazione di corpi elastici che si propaga sotto forma di onde risultanti da alterne compressioni e rarefazioni dell'aria. Queste onde, raccolte dal padiglione auricolare, stimolano recettori specifici situati nell'organo del Corti generando potenziali d'azione che si trasmettono ai centri attraverso le fibre del nervo cocleare. Affinché le vibrazioni sonore possano agire da stimolo, devono essere fornite di una certa energia, durata e frequenza. Le vibrazioni danno vita alla sensazione del suono se sono regolari, cioè periodiche, e uniformi; provocano invece la sensazione del rumore se sono aperiodiche e non uniformi. L'unità di misura della sensazione uditiva prende il nome di “bel” e rappresenta l'intensità minima efficace di un suono di 1000 periodi. L'intensità del suono diminuisce in ragione inversa del quadrato della distanza della sorgente sonora. La qualità dello stimolo uditivo, cioè l'altezza del suono, dipende dalla lunghezza d'onda della vibrazione. Le onde sonore raccolte dal padiglione auricolare giungono alla membrana del timpano situata nel fondo del condotto uditivo esterno. Questa membrana ha la proprietà di vibrare per effetto delle onde sonore, riproducendo le oscillazioni dell'aria senza alterarne la frequenza o l'ampiezza. Le vibrazioni della membrana del timpano si trasmettono quindi al liquido del labirinto attraverso la catena degli ossicini dell'orecchio medio: il martello, l'incudine e la staffa. L'orecchio medio non è assolutamente indispensabile alla trasmissione del suono, poiché essa può avvenire anche per via ossea. Tuttavia, per effetto della distruzione degli ossicini del timpano l'acuità uditiva si riduce notevolmente, specie per i toni bassi. Le cellule acustiche contenute nell'organo del Corti sono disposte in due serie, rispettivamente all'interno e all'esterno dei “pilastri”, elementi di sostegno che formano l'arcata del Corti. La loro eccitazione è prodotta dalle vibrazioni dell'endolinfa e delle membrane basilare e tettoria. La stimolazione delle cellule acustiche porta alla generazione dei potenziali d'azione nelle fibre afferenti della branca uditiva dell'VIII nervo cranico. Le vie uditive raggiungono la corteccia in una zona situata sotto la scissura silviana. Le varie zone dell'area uditiva corrispondono a diverse frequenze, per cui, secondo la frequenza del suono, il potenziale d'azione insorge in una zona diversa dell'area (tonotipia). L'ultima parte delle vie uditive verso la corteccia presenta una notevole divergenza; infatti, a un neurone del ganglio del Corti corrispondono ca. 300 neuroni nella corteccia. Questa divergenza consente un'elevata selettività nella definizione dei caratteri del suono. Le aree circostanti l'area uditiva prendono il nome di aree audio-psichiche; possiedono funzione associativa, permettendo di riconoscere un certo quadro acustico in base al confronto con quadri acustici memorizzati. Per il riconoscimento della direzione del suono è importante l'audizione biauricolare, il cui potere discriminante è fondato principalmente sulla differenza di tempo tra la ricezione sonora di un orecchio e quella dell'altro.

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