(Bern). Capitale del cantone omonimo e della Svizzera, 540 m s.m., 122.178 ab. (2006), l'agglomerato urbano 339.859 ab. (stima 2006).

Generalità

Situata nel cuore del Mittelland, Berna è attraversata dal corso dell'Aare, sulla cui riva sinistra, in una specie di penisola chiusa in un'ansa del fiume che scorre alcune decine di metri al di sotto, è la parte più antica e artisticamente importante della città. Fondata nel 1191, là dove una fortezza imperiale dominava, all'estremità della piccola penisola, il passaggio dell'Aare (il fiume segnava allora il confine tra Borgogna e Alemagna), svolse a lungo una preminente funzione militare ben protetta da una cerchia muraria. Il sistema viario del nucleo medievale consiste in un asse mediano longitudinale EW, circondato da due vie di andamento circolare che seguono le curve dell'ansa e da vie ortogonali NS di raccordo. Nei secoli successivi la città si allargò verso W provocando lo spostamento progressivo della cinta muraria. Le vie principali del nucleo antico, assai caratteristiche, sono ampie, fiancheggiate da portici per il passeggio (Lauben) e ornate da fontane del XVI sec. con colonne figurate manieristiche. Nella seconda metà del Seicento, venuta meno la funzione difensiva, Berna si estese largamente anche sulla destra del fiume, sul quale furono gettati numerosi ponti. L'erezione a capitale della Svizzera le attribuì un peso determinante nella vita politica del Paese, in quanto sede del governo e di numerosi istituti federali nonché di talune organizzazioni internazionali, tra cui l'Unione Postale Universale. In questa fase continuò l'espansione sulla riva destra del fiume, con nuovi quartieri residenziali e industriali e con complessi destinati a funzioni culturali. Berna è anche un importante nodo di traffici sia stradali e ferroviari sia aerei nonché un frequentato centro culturale (ospita vari musei, la Biblioteca Nazionale e una università, riorganizzata nel 1834 incorporando la scuola di teologia fondata nel 1528) e turistico: è infatti una delle più interessanti città svizzere, forse quella che meglio ha saputo conservare il suo borgo medievale, benché numerosi siano gli edifici e i monumenti rinascimentali e barocchi e l'aspetto generale, grave e severo delle sue vie provenga dall'architettura settecentesca. Nel 1983 il suo centro storico è stato incluso dall'UNESCO nel patrimonio dell'umanità. Vi nacque il pittore Ferdinand Hodler (1853-1918). In francese, Berne.

Storia

Fondata dal duca Bertoldo V di Zähringen nel 1191 su territorio imperiale, ebbe all'inizio soprattutto funzione di piazzaforte passando nel 1313 alle dirette dipendenze dell'imperatore. Nei sec. XII-XIII Berna fu coinvolta nella lotta per le investiture, poi nei conflitti tra i Savoia e gli Asburgo per il dominio del territorio dell'attuale Svizzera romanda. Al 1243 risalgono le prime alleanze con le città di Friburgo, Zurigo e Soletta. Nel XIV, dopo aver ottenuto la completa autonomia dall'impero, governata dall'aristocrazia cittadina Berna iniziò la sua espansione territoriale, conquistando Laupen (1324), Thun (1375) e Aarberg (1377). Dopo l'alleanza con i cosiddetti “cantoni della foresta” (1353), la città proseguì la sua espansione, conquistando l'Argovia (1415). La città prese parte con le sue milizie all'invasione dell'Italia (1494) e nel sec. XVI, con l'annessione del Vaud (1535) e di Bienne (1599), si ritrovò a disporre di un cospicuo dominio territoriale a nord del lago Lemano, diventando un piccolo ma assai potente Stato. Già ai primi del sec. XVI le autorità cittadine intrapresero un'opera di moralizzazione del clero e della vita religiosa, dipendenti dal vescovado di Losanna. Nel 1522 il Consiglio della città autorizzò il predicatore Berchtold Haller a propagandare il luteranesimo. Nel 1528 la borghesia di Berna aderì al culto riformato e iniziò a diffonderlo, non senza difficoltà, anche nei territori soggetti. Nel 1537 la città si dotò della prima stamperia e nel 1540 fu fondata la prima biblioteca. Nel sec. XVII la città represse la ribellione delle campagne e successivamente fu raggiunta da migliaia di ugonotti esuli dalla Francia. Dopo la vittoria del 1712 nella II guerra di Villmergen, Berna, insieme con Zurigo, assunse la direzione della politica svizzera. La vita interna fu sempre caratterizzata dal predominio dell'aristocrazia, che dalla metà del sec. XVII accentrò il suo carattere oligarchico. Dopo l'invasione francese del 1798 e la fondazione della Repubblica Elvetica, lo Stato bernese fu diviso nei tre cantoni di Vaud, Argovia e Berna, al quale il Congresso di Vienna assegnò in seguito il Giura. Nel 1848 Berna divenne la capitale della Confederazione Elvetica, sede del governo e dell'Assemblea Federale.

Arte

La cattedrale gotica di S. Vincenzo venne iniziata nel 1421 da M. Ensinger da Ulma, continuata da V. e M. Ensinger fino al 1485 e compiuta soltanto nel 1588. Conserva due importanti cicli di arte gotica: le sculture del portale maggiore di E. Küng (Giudizio universale, Vergini sagge e vergini stolte; 1485-1501) e il complesso delle vetrate del coro, di cui cinque sono del 1438-55. Gli stalli del coro, che mostrano influenze del Rinascimento lombardo, vennero eseguiti nel 1522-25 su disegno del pittore bernese Nikolaus Manuel-Deutsch. Il municipio, anch'esso gotico, con sale a pilastri e copertura lignea, è del 1406-17. Della prima cinta muraria resta, rimaneggiata, la torre dell'Orologio (Zeitglockenturm). Al XVIII sec. risale un eccezionale complesso di edifici civili, pubblici e privati, che attestano la prosperità e la potenza di Berna. Tra gli architetti locali si segnalano H. J. Dünz (Kornhaus 1711-18), A. Stürler (Stift, 1735-48), N. Sprüngli, che fu allievo di J. F. Blondel a Parigi (Hauptwache, 1766-68; Hôtel de Musique, 1767-70; Bibliotheksgalerie, 1773-75). Numerose sono anche le case di abitazione edificate in questo periodo. Nel campo dell'architettura religiosa, la chiesa del Spirito Santo, di N. Schiltnecht (1726-29), è la più importante chiesa protestante barocca della Svizzera. La città possiede numerosi musei. Il maggiore è il Kunstmuseum, di importanza fondamentale per la pittura svizzera dal sec. XV a oggi, che nella struttura a settori rivela la sua formazione da collezioni private. Cospicua, come in tutti i musei svizzeri, è la parte relativa all'arte moderna e contemporanea, sia francese (Delacroix, Manet, Monet, Sisley, Cézanne, Bonnard, Vuillard, Matisse, Chagall) sia tedesca (Spitzweg, von Marées, Liebermann, Slevogt, Kirchner). La Collezione Hermann e Margrit Rupf comprende dipinti, sculture, arte grafica del cubismo e delle altre avanguardie del primo Novecento. Nel giugno 2005 è stato inaugurato il Centro Paul Klee, dedicato alla vita e all'opera del celebre pittore. L'edificio, concepito dall'architetto R. Piano, contiene circa 4000 pezzi tra dipinti, disegni, acquerelli e documenti. Nell'Historiches Museum sono conservati, oltre a reperti dalla preistoria al Seicento che illustrano la storia della città, arazzi e oggetti d'arte orientale ed egiziana. L'Einstein-Haus è un piccolo appartamento di due stanze, ora casa-museo, dove il fisico A. Einstein sviluppò nel 1905 la sua rivoluzionaria teoria della relatività.

Economia

Berna è soprattutto un polo amministrativo, finanziario, bancario e commerciale (con due fiere annuali). Rilevante è anche l'attività industriale, specie nei settori tessile, chimico, farmaceutico, meccanico di precisione e alimentare (cioccolato). Aeroporto internazionale.

Curiosità e dintorni

Dal 1976 la città ospita nel mese di marzo un prestigioso Festival del Jazz. Dal 1987, nel mese di giugno, si svolgono le Giornate della Danza, con spettacoli, laboratori e seminari sparsi per tutta la città. Assai pittoreschi sono i dintorni; dall'altura boscosa del Gurten (856 m), cui la città è collegata con una funicolare, e dal Kursaal Schänzli, sulla destra dell'Aare, si gode il panorama sulle Alpi.

Bibliografia (per la storia e l'arte)

H. Bloesch, M. Steinmann, Das Berner Münster, Berna, 1938; H. Markwalder, 750 Jahre Bern, Berna, 1941; E. Bärtschi, 600 Jahre Bern im Bund der Eidgenossen, Berna, 1953; C. Gilliard, Storia della Svizzera, Bellinzona, 1983.

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