velenóso

agg. [sec. XIII; da veleno]. Che ha effetto di veleno: liquido velenoso; che contiene, che può iniettare veleno: erbe velenose; il pungiglione velenoso di certi insetti. Fig., che esprime o rivela astio, rancore, stizza malevola e offensiva: una frase velenosa; epiteti velenosi; lingua velenosa, di persona facile alle maldicenze; anche moralmente dannoso, corruttore: propaganda velenosa per la gioventù. § Piante velenose, quelle contenenti sostanze che possono provocare avvelenamenti sia all'uomo sia agli animali, come per esempio l'aconito, la cicuta, la belladonna, il ranuncolo, molti funghi ecc. Da molte di queste piante si estraggono diverse sostanze, quali alcaloidi e glucosidi, impiegate poi nell'industria farmaceutica. § Animali velenosi, quelli dotati di ghiandole che producono sostanze venefiche utilizzate per paralizzare o uccidere le prede; in genere sono animali predatori non dotati di robuste armi di offesa. Numerosi sono gli Invertebrati velenosi (scorpioni, ragni, scolopendre, vari imenotteri e insetti parassiti ecc.), alcuni dei quali utilizzanti gli apparati veleniferi a scopo difensivo (per esempio api, alcuni molluschi ecc.). Tra i Vertebrati numerose specie velenose si annoverano fra i serpenti, poche tra i sauri (eloderma, orbettino), i Mammiferi (ornitorinco, echidne, toporagni), i Pesci (pesci ragno, scorfani, siluro, razza, murena); gli Anfibi hanno sulla pelle ghiandole velenifere con funzione difensiva, come del resto le spine e gli aculei dei pesci velenosi. La composizione chimica dei veleni animali è assai varia e, spesso, complessa.

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